LA FALSA ALTERNATIVA FRA DUE VISIONI ACCELERAZIONISTE, DALLA QUALE BISOGNA USCIRE
Vale la pena ascoltare per intero l'intervista a Peter Thiel, di cui al link sottostante. Thiel è stato parte della "Paypal Mafia" insieme a Elon Musk, ha fondato il sistema di elaborazione dati a scopo predittivo di nome Palantir ed è stato il principale artefice dello spostamento politico dei leader della Silicon Valley dai Dem verso Trump. Ma soprattutto Thiel, a differenza di Musk e consimili, possiede delle effettive capacità teorico-intellettuali: riesce a passare con agilità dalla sociologia alla teologia ed è stato all'università allievo del filosofo René Girard.
Nella sottostante intervista, Thiel sostiene che il grande rischio dell'umanità non constI d'un evento di livello estinzione come la guerra nucleare, bensì dell'avvento d'un governo mondiale totalitario come risposta unica e risolutiva ai vari stati d'emergenza. Pertanto - seguita a dire l'imprenditore - stretti fra l'alternativa tra l'Armageddon e il regno dell'Anticristo, gli esseri umani potrebbero scegliere il secondo. Il volto odierno dell'Anticristo, conclude Thiel, non somiglia tanto a quello d'un Dottor Stranamore quanto a quello di Greta Thunberg.
Chi fa parte dell'opposizione anti-globalista, può facilmente riconoscersi in queste parole; al punto che, se si prendessero in considerazione esclusivamente i contenuti di questa intervista, qualcuno potrebbe trarre la conclusione che Peter Thiel sia "uno dei nostri". Così non è, per il semplice motivo che, accanto a queste enunciazioni di pensiero critico più o meno affascinanti, va considerata anche la pars costruens dell'area di pensiero di cui il fondatore di Palantir fa parte. Suddetta area è riconducibile alla costellazione filosofica detta Dark Enlightenment. Quest'ultima - attraverso il suo teorico Curtis Yarvin nonché tramite l'opera del filosofo britannico Nick Land - propugna un mondo basato sulla sovranità delle corporation private, che dovrebbero sostituire completamente gli Stati. In questo mondo totalmente privatizzato, non potrebbe esserci democrazia perché quest'ultima - come affermato da Thiel in altra sede - è incompatibile con la libertà.
E qui si arriva a un nodo concettuale basilare, ovvero occorre comprendere cosa siano, oggi, il libertarismo americano e il significato della parola libertà ch'esso veicola. Noi europei siamo cresciuti con l'idea che la libertà sia una determinazione collettiva e che, per dirla con Bakunin, non si possa essere liberi come individui se il resto del mondo è composto da schiavi. L'odierno libertarismo americano spezza questa correlazione - propria del XIX e XX secolo - tra libertà ed egualitarismo, affermando che liberi possono essere solo ed esclusivamente coloro che abbiano la forza creativa d'innovare, imporsi e arricchirsi. Secondo tale visione, chi è povero può trovare in questa visione di Far West tecnologico un modello aspirazionale comunque preferibile all'odiato regolazionismo statale che - dice Thiel - produce stagnazione e fa rallentare le trasformazioni tecnologiche.
La lentezza: ecco dunque palesarsi un ulteriore nodo concettuale. Sia la visione destro-nazionalista e anarcocapitalista di Thiel, sia il totalitarismo "sostenibile" degli ultraglobalisti di sinistra, sono accomunati dalla fede in un unico paradigma riguardante la filosofia del tempo, che è l'accelerazionismo. Secondo entrambe le visioni, il tempo non-umano delle macchine va assecondato e il ritmo biologico e sociale non hanno altra scelta che adattarsi. Ovvero i corpi e le coscienze devono trasformarsi per assumere stabilmente una dimensione di vita dove non esiste riposo, non esiste meditazione, non esiste stato di quiete. Certo, dinanzi a una visione di sinistra enunciante solo lockdown, distanziamento sociale e azzeramento dell'eros, la visione "western" della destra appare in questo momento più seducente. Quest'ultima, infatti, contrappone allo spegnimento della vita propugnato dagli ultra-globalisti una competizione vitalistica.
L'odierno libertarismo americano in realtà è solo la riproposizione del modello capitalistico anglosassone ben analizzato da Weber ne "L'Etica protestante e lo Spirito del Capitalismo". Una visione darwiniana applicata alla società, dove la libertà viene predestinata da dio ai migliori i quali, arricchendosi, dimostrano di essere in grazia di dio e di avere quindi il diritto di gestire e governare su chi, povero, non lo è. Questo è sempre stato il modello anglosassone. A partire dalle enclosures, passando per la rivoluzione industriale e arrivando infine al neoliberismo, loro capolavoro di malignità finale. Tutte innovazioni appunto anglosassoni, così come lo erano le teorie di Malthus e Darwin, base ideologica della società anglosassone che infine ha conquistato l'occidente, distruggendo il suo opposto, ovvero il socialismo europeo, e mira a conquistare il resto del mondo, sopratutto Russia e Cina, costruite su modelli opposti a quello anglosassone.
Bellissimo commento, ha saputo sistematizzare i miei pensieri disordinati, grazie. Questa libertà significa libera volpe in libero pollaio. Aggiungo un pensiero sull'accelerazione, tipica del nostro tempo, che per l'induismo è il kali yuga, epoca di caduta dove tutto accelera. Mi viene anche in mente che il diavolo è sempre di fretta, tanto che fa le pentole, ma non i coperchi.
Certo, il modello anglosassone, quello che ha infine conquistato tutto l'occidente, ha anche distrutto ogni tessuto sociale atomizzando i cittadini, in nome dell'individualismo. Ha distrutto la solidarietà, in nome della competizione e ha infine polverizzato ogni valore nel nome dell'unico rimasto, la massimizzazione del profitto. Una volta compiuto il disastro, si avvia a folle velocità verso la sua stessa distruzione, trascinando tutto dietro. È un bug, un errore del sistema, un'anomalia, forse persino una metastasi.
E che non ci sia nessun elemento di novità nel pensiero di Thiel, che adesso cercano di nobilitare in quanto sostenitore il potente di turno, è l'insistenza sul fattore tecnico: dalle enclosures da Lei citate, alla fabbrica fordista, alle big tech, la nota dominante è sempre e solamente l'interesse per la tecnologia come moltiplicatore del capitale. Nihil sub sole novi.
Una visione darwiniana applicata alla società, dove la libertà viene predestinata da dio ai migliori i quali, arricchendosi, dimostrano di essere in grazia di dio e di avere quindi il diritto di gestire e governare su chi, povero, non lo è.
Questo è sempre stato il modello anglosassone. A partire dalle enclosures, passando per la rivoluzione industriale e arrivando infine al neoliberismo, loro capolavoro di malignità finale. Tutte innovazioni appunto anglosassoni, così come lo erano le teorie di Malthus e Darwin, base ideologica della società anglosassone che infine ha conquistato l'occidente, distruggendo il suo opposto, ovvero il socialismo europeo, e mira a conquistare il resto del mondo, sopratutto Russia e Cina, costruite su modelli opposti a quello anglosassone.
Una volta compiuto il disastro, si avvia a folle velocità verso la sua stessa distruzione, trascinando tutto dietro.
È un bug, un errore del sistema, un'anomalia, forse persino una metastasi.