L’ISTAT e la Croce Rossa hanno avviato i test sierologici necessari a capire quante persone hanno sviluppato gli anticorpi contro il virus. Ma il decreto legge che autorizza queste analisi prevede anche il trattamento dei dati genetici senza che il cittadino possa esprimere un consenso informato al trattamento di questi dati ultrasensibili. Quali sono i rischi? Risponde su #Byoblu24 il senatore Saverio De Bonis, autore di un emendamento al decreto legge.
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Infatti quei 7000 campioni analizzati, per esempio, dal Dott. Bacco dovevano essere raccolti e analizzati il 30 gennaio (quando era stato dichiarato lo stato di allerta sanitaria) ricordate? !!!
Prendevano 1000 infermieri distribuiti opportunamente in Italia e, a ciascuno, facevano bucare il dito in forma ANONIMA (solo luogo, età, sesso) a 100 cittadini reperiti ovunque (supermercati, stazioni, scuole... ) e avrebbero capito (con 100.000 campioni sierologici, cioè affidabili. Niente tamponi) quanto, dove e da quando il virus circolava.
Ma allora sarebbe stato utile ai cittadini, adesso alle case farmaceutiche che si trovano lo screening GRATIS.
E bravi i nostri "Eroi" della Sanità di Eccellenza!!!
Ho sentito che se non riescono ad isolarlo non possono confrontare tamponi e prelievi.
https://youtu.be/dxvBSGvLbyY