"Data una società ed una civiltà come le attuali, nel ribelle, in colui che non si adatta, nell’asociale, è in via di principio da vedersi l’uomo sano. Quando tutte le istituzioni divengono equivoche o addirittura sospette, e persino nelle chiese si sente pregare ad alta voce per i persecutori, anziché per le vittime, la responsabilità morale passa nelle mani del singolo, o meglio del singolo che non si è ancora piegato. Il ribelle è deciso ad opporre resistenza, il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata.

Ribelle è colui che ha un profondo, nativo rapporto con la libertà, il che si esprime oggi nell'intenzione di contrapporsi all'automatismo e nel rifiuto di trarne la conseguenza etica, che è il fatalismo. Tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto quei lupi sono forti in se stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in branco. È questo l’incubo dei potenti.”

Ernst Jünger, “Trattato del Ribelle”

2 comments

Parole di Junger che condivido al 100% 👏🏻👏🏻👏🏻
Ti dirò, sono rimasto decisamente affascinato da questo estratto di Jünger, come allo stesso tempo riconosco oggettivamente la tua concezione di libertà, anche se non sostengo la tua resa, espressa in una particolare frase

Non conosco a fondo Jünger quindi posso esprimermi più a sentimento personale, ma di risposta ti direi che la libertà esiste, ma è fottutamente complicata per la nostra concezione delle cose