Oh no! Quei fastidiosi cinesi tengono conto del loro interesse nazionale invece di assecondare quello degli Stati Uniti! Il piano per fare pressione sulla Cina affinché acquistasse petrolio dagli Stati Uniti (Venezuela), e per bloccare i suoi porti per impedirle di acquistare petrolio iraniano, non è riuscito a mettere in ginocchio la Cina. Oh, l'umanità!
La tensione tra Washington e Pechino ha raggiunto il punto di non ritorno. Dopo la minaccia di Trump di affondare qualsiasi nave iraniana che violi il blocco, la Cina ha risposto con una fermezza senza precedenti.
Il Ministro della Difesa Dong Jun ha chiarito che le petroliere cinesi non si fermeranno. Pechino non chiede il permesso per onorare i propri accordi energetici. Per la Cina, lo Stretto di Hormuz resta una via libera e sovrana.
Due superpetroliere statali hanno già sfidato il blocco attraversando le acque sorvegliate dalla Marina USA. Il messaggio è silenzioso ma potente: la forza navale cinese, che conta oggi 841 unità, è pronta a proteggere i propri interessi.
Non è solo una sfida militare, ma anche economica. L'uso dello yuan per i pagamenti petroliferi sta scardinando il dominio del dollaro. Pechino sta costruendo un sistema finanziario che non teme le sanzioni americane.
Il presidente Xi Jinping ha ricordato il suo monito del 2021: chi tenta di intimidire la Cina si scontrerà con un muro d'acciaio. Oggi quel muro naviga nel cuore del Golfo Persico.
La Cina sta dando una lezione di intelligenza e buon senso a un Occidente ormai alla deriva. Il quadro è sempre più chiaro. Da un lato il futuro fatto di accordi e lungimiranza, nonché attenzione al proprio popolo e alle relazioni internazionali. Dall'altra un impero allo sfascio economico, psicologico, morale, culturale che cerca di fare dell'inganno e della minaccia l'unica risorsa per mantenere un'egemonia che appartiene ormai solo al passato. La guerra in Iran è servita a chiarire i rapporti di forza.
Walter Tonietti
E ora che ce lo siamo preso, a chi lo vendiamo il petrolio venezuelano? Meno male che ci sono gli europei...
Il Ministro della Difesa Dong Jun ha chiarito che le petroliere cinesi non si fermeranno. Pechino non chiede il permesso per onorare i propri accordi energetici. Per la Cina, lo Stretto di Hormuz resta una via libera e sovrana.
Due superpetroliere statali hanno già sfidato il blocco attraversando le acque sorvegliate dalla Marina USA. Il messaggio è silenzioso ma potente: la forza navale cinese, che conta oggi 841 unità, è pronta a proteggere i propri interessi.
Non è solo una sfida militare, ma anche economica. L'uso dello yuan per i pagamenti petroliferi sta scardinando il dominio del dollaro. Pechino sta costruendo un sistema finanziario che non teme le sanzioni americane.
Il presidente Xi Jinping ha ricordato il suo monito del 2021: chi tenta di intimidire la Cina si scontrerà con un muro d'acciaio. Oggi quel muro naviga nel cuore del Golfo Persico.
Il quadro è sempre più chiaro.
Da un lato il futuro fatto di accordi e lungimiranza, nonché attenzione al proprio popolo e alle relazioni internazionali.
Dall'altra un impero allo sfascio economico, psicologico, morale, culturale che cerca di fare dell'inganno e della minaccia l'unica risorsa per mantenere un'egemonia che appartiene ormai solo al passato.
La guerra in Iran è servita a chiarire i rapporti di forza.
Meno male che ci sono gli europei...