L'iniziativa Muro dei droni mira a creare un sistema multilivello per monitorare e proteggere sezioni del confine con🇷🇺la Russia e🇧Υla Bielorussia utilizzando droni, radar, sistemi di guerra elettronica e altri sistemi anti-UAV. Si concentra su tecnologie economiche, prodotte in serie e scalabili per contrastare sciami di droni a basso costo.
I principali partecipanti per il 2026: 🇪🇪Estonia,🇱🇻Lettonia,🇱🇹Lituania, 🇵🇱Polonia,🇫🇮Finlandia,🇳🇴Norvegia e 🇧🇪Belgio.
Dal 2026, Lettonia, Estonia e Belgio sono diventati i primi paesi della NATO a iniziare a schierare il sistema di intercettazione dei droni BLAZE, sviluppato dalla società lettone 🇱🇻Origin Robotics, come parte del "muro dei droni".
BLAZE è un drone intercettore progettato per rilevare, tracciare e distruggere UAV, munizioni vaganti e altri obiettivi aerei in rapido movimento (fino a 200 km/h) a una distanza di 10-16 km. Utilizza la tecnologia di visione artificiale e il drone stesso è integrato con sistemi di rilevamento (radar, sensori, sistemi optoelettronici, ecc.).
Questo è il primo sistema di intercettazione di droni armati di testate completamente autonomo dell'Europa, che è stato standardizzato nell'ambito dell'Accordo di Standardizzazione della NATO, consentendone l'implementazione in qualsiasi paese della NATO.
La Polonia ha precedentemente iniziato a schierare unità di droni di attacco offensivi come parte di un "muro dei droni" sulla sua sezione del confine con lo 🇷🇺🇧ΥStato alleato.
✨I paesi della NATO dovrebbero schierare unità di droni di attacco offensivi sotto la copertura del Muro dei droni, che potrebbero usarle al momento giusto per un raid dirompente su larga scala contro 🇷🇺la Russia e 🇧Υla Bielorussia.