Pensate che quando ero giovane la domenica leggevo l'editoriale di Eugenio Scalfari in una sorta di estasi mistica e pensavo che tutto quello che c'era scritto era giusto, encomiabile, vero, morale ed un motivo valido per il quale lottare.
Il qui scrivente da giovane era una persona che capiva davvero pochissimo di tutto. Direi proprio che non capiva nulla. Ma non dico a livello di Economia, Politica, Società e quant'altro. Ma proprio a livello filosofico ed esistenziale. La Vita in realtà si risolve in una frittata alle erbe mangiata alle 3 del mattino dopo una partita a carte e pagata un occhio della testa. L'esatto contrario di quello che pensava e professava Eugenio Scalfari.

11 comments

peccati di gioventù...chi non ne ha..? :)
Non è questione di peccati. Erano anni di profonda transizione e quello che stava facendo, Scalfari uno prai i tanti, perché c'era Pansa Bocca e molti forse più importanti ma meno noi ai più, che davano il giro all'Italia dirigista deparon d'azienda, da Agnelli de La Stampa al Corriere e così via. All'eccitazione iniziale non ci arcorgemmo che stava diventando una fede cieca, Infatti, io che fui compratore di Repubblica fin dal primo numero alla fine degli anni '70, negli anni ottanta parlavo di politica sul treno quando un altro studente viaggiatore mi rimbrottò dicendo che stavo parlando proprio come se fossi stato Scalfari. In quel momento mi accorsi che ero stato hackerato. Da quel momento evitai come la lebbra giornali e telegiornali con solo qualche piccola eccezione ma senza regolarità. Ad esempio, in aereo scoprii che un giornale che sospettavo era l'ideale, perché Il Sole, intanto aveva trafiletti; poi aveva un ottimo pedigree culturale e per il resto diceva cose di parte molto evidenti, ma senza prendere per il culo. Il sindacato dev'essere manipolato? Sei d'accordo? Può darsi, ma non ho bisogno di nascondere il potere e passassi dal democratico che non sono. (ogni riferimento è puramente casuale) ;-(
Guarda sottoscrivo in pieno stessa mi esperienza incredibile vero????
Stefano
giorno Ennio, mi riferivo a Giuseppe che leggeva Scalfari... a Scalfari avrei preferito Montanelli..
Certo, Serafino. Stavo solo facendo uno spaccato del periodo. Tanto per dire, tra la fine dei ‘70 e l’inizio degli ‘80 quello a cui davano la caccia per gambizzarlo e oltre era proprio Indro Montanelli.
Oggi c’è troppo gossip sui protagonisti e mi dispiace perché bisognerebbe sapere diventare un po’ tutti dei protagonisti, invece abbiamo solo una letamava di aspiranti invluenzer, tronnisti, e opignonisti tutti esentati dall’obbligo del congiuntivo, e io non posso castigare uno stronzo che però sapeva scrivere per uno che non sa declinare i verbi. Era solo uno sguardo prospettico sui tempi: è lo sguardo del testimone a riempirlo di significato e la vita è troppo complessa per definirla e dire chi ha ragione chi torto. Cominciamo a dare senso al nostro percorso di esperienza. Scalfari non mi mancherà, ma in fondo è anche grazie a lui che poi ho saputo riconoscere il valore di figure come Giulietto Chiesa e per differenza a recuperare la storia di gente che aveva un immagine diversa dalla loro vicenda come Minà. Ciao, Serafino :-)
A Giuseppe vuol dire che non capivi un cazzo visto che Scalfari è sempre stato una grossa merda
Tranquillo, ci siamo passati tutti da quella fase. Il problema sono quelli che non ne sono mai usciti
paxvobiscum Palermo
Vorrei ricordare ciò che diceva Pannella su di lui oppure italo Calvino.
Pannella: quando comincia a sostenere qualcuno, quello è finito. Se uno si ritrova sostenuto da Scalfari deve toccarsi i coglioni. ( le parole non sono esattamente queste, ma il concetto si )
Italo Calvino: "Quel fascistello"
Credo di aver letto Repubblica quasi ininterrottamente da metà anni 80 fino ai primi anni del 2000.
Oggi mi cospargo il capo di cenere
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