Non sono mai stato un estimatore dello stile di vita americano, però devo riconoscere che, sbarcando in Europa nel 1944, gli Stati Uniti non hanno portato soltanto cioccolato, gomme da masticare e coca cola, ma anche benessere, dinamismo economico e una certa tolleranza per il pensiero divergente. Nel Novecento la civiltà americana ha prodotto un grande cinema e una grande letteratura. Per un certo periodo e in un ambito geografico ristretto (l'Europa occidentale e il Giappone) gli Stati Uniti hanno favorito la crescita della classe media e un generale aumento dei consumi. La loro egemonia si è a lungo basata non solo sulla forza , ma anche sul consenso. Oggi che cosa possono offrire al mondo gli stati Uniti e l'Occidente? Solo cazzate politicamente corrette, la distruzione di ogni legame sociale e familiare, una progressiva pauperizzazione delle masse, una censura invasiva che si abbatte non solo sui contemporanei, ma anche sui grandi del passato (Dante, Shakespeare, Verdi ecc). L'aggressività verso tutti (la Russia,la Cina, l'Iran) esibita dalla NATO è quindi la manifestazione di una grave crisi. Non potendo conservare il primato attraverso il consenso, si minaccia di ricorrere alla forza. L'inadeguatezza dei personaggi che rappresentano gli stati del blocco occidentale, a partire dal rimbambito incapace di intendere e di volere che risponde al nome di Joe Biden, è lo specchio di una civiltà in sfacelo, che cerca a tutti i costi di conservare il primato pur non avendone i mezzi. (Silvio della Torre, facebook)
Tutto quello che gli americani fanno, è sempre funzionale ai propri interessi. Il benessere economico indotto dal 1944 era lo strumento attraverso il quale sostenere la domanda dei propri prodotti, in una visione capitalistica di cui gli Usa erano il paese portabandiera. Così come gli accordi di Bretton Woods miravano, attraverso gli aiuti alle economie mondiali, a sostenere le esportazioni dei loro prodotti nazionali.
Quale stile di vita? Il cowboy del Montana, l’agricoltore del Missouri, il cocainomane di NY o l’allevatore californiano? L’UNICA cosa che abbiamo visto dell’America sono gli spot della Coca Cola e affini. Vivendo in quei posti per un pó (io l’ho fatto per 15 anni) si capisce qual’è lo “stile di vita americano”. Tutto il resto è propaganda.
Gli Stati Uniti hanno riportato la mafia in Italia, dallo sbarco in Sicilia in poi
Francesco
Ho sempre seguito con curiosità questa tua posizione di stima o gratitudine verso il (parte del) modello americano, che rese possibile lo sviluppo economico dell'Italia, paese che aveva perso la guerra.
Probabilmente quello fu un bizzarro e fortunato incrocio tra corsi storici: da un lato la grande fase di espansione del capitalismo industriale non globalizzato (con mercati del tutto vergini in Italia), dall'altra le necessità della guerra fredda (paesi economicamente floridi avrebbero potuto sostenere una eventuale guerra guerreggiata), la necessità di arginare il più grande partito comunista di occidente (un operaio pasciuto avrà più da perdere che da guadagnare dalla rivoluzione). Questi furono i paesi "core" dell'impero angloamericano, di cui veniva promossa la stabilità politica e la capacità militare.
A parità di periodo storico, altrove gli Stati Uniti promossero golpe, fascismi e repressione (cfr. America latina, Indonesia, Vietnam, lista lunga). Questi altri erano considerati paesi periferici, colonie di sfruttamento, destabilizzabili senza rischio geopolitico oppure viceversa, con vantaggio geopolitico.
Quindi sono più d'accordo con chi sostiene che il benessere e lo sviluppo dell'Europa occidentale fu un accidente storico in cui la politica statunitense pomuoveva il benessere europeo perché era conveniente per l'impero. Adesso la dottrina sembra cambiata: siamo collocati tra i destabilizzabili. Invece paesi come la Polonia al momento sembrano promossi al rango di paesi industrializzabili, ma a fronte di un rischio di guerra calda molto molto maggiore.
Ma ancora non ho capito chiaramente se la "gratitudune" verso gli Stati Uniti si riferisca ad una lealtà politica doverosa oppure più ad un fatto emotivo, una memoria storica o familiare (tutti noi boomers ce l'abbiamo). Comunque resta vero che è meglio un benessere economico per convenienza imperiale piuttosto che il sottosviluppo dovuto ad alti ideali (come per i paesi socialisti).
Grazie per il tuo lavoro e grazie per le ottime analisi che fai con Stefano Orsi.
Ma la smetti con questo delirio filoatlantista? Ma di che cazzo parli? Quello che portano è solo devastazione culturale, morale, sociale, fisica, ideologica ed economica. Gli Usa stanno morendo? Hanno il debitone grosso? Poverini nessuno gli compra più nulla? Ben gli sta, devono crepare tutti, che il mondo si liberi della loro mafia, della loro tirannia.
Probabilmente quello fu un bizzarro e fortunato incrocio tra corsi storici: da un lato la grande fase di espansione del capitalismo industriale non globalizzato (con mercati del tutto vergini in Italia), dall'altra le necessità della guerra fredda (paesi economicamente floridi avrebbero potuto sostenere una eventuale guerra guerreggiata), la necessità di arginare il più grande partito comunista di occidente (un operaio pasciuto avrà più da perdere che da guadagnare dalla rivoluzione).
Questi furono i paesi "core" dell'impero angloamericano, di cui veniva promossa la stabilità politica e la capacità militare.
A parità di periodo storico, altrove gli Stati Uniti promossero golpe, fascismi e repressione (cfr. America latina, Indonesia, Vietnam, lista lunga). Questi altri erano considerati paesi periferici, colonie di sfruttamento, destabilizzabili senza rischio geopolitico oppure viceversa, con vantaggio geopolitico.
Quindi sono più d'accordo con chi sostiene che il benessere e lo sviluppo dell'Europa occidentale fu un accidente storico in cui la politica statunitense pomuoveva il benessere europeo perché era conveniente per l'impero. Adesso la dottrina sembra cambiata: siamo collocati tra i destabilizzabili. Invece paesi come la Polonia al momento sembrano promossi al rango di paesi industrializzabili, ma a fronte di un rischio di guerra calda molto molto maggiore.
Ma ancora non ho capito chiaramente se la "gratitudune" verso gli Stati Uniti si riferisca ad una lealtà politica doverosa oppure più ad un fatto emotivo, una memoria storica o familiare (tutti noi boomers ce l'abbiamo).
Comunque resta vero che è meglio un benessere economico per convenienza imperiale piuttosto che il sottosviluppo dovuto ad alti ideali (come per i paesi socialisti).
Grazie per il tuo lavoro e grazie per le ottime analisi che fai con Stefano Orsi.
Ma di che cazzo parli? Quello che portano è solo devastazione culturale, morale, sociale, fisica, ideologica ed economica.
Gli Usa stanno morendo? Hanno il debitone grosso? Poverini nessuno gli compra più nulla? Ben gli sta, devono crepare tutti, che il mondo si liberi della loro mafia, della loro tirannia.