Nel 2027, l'Unione Europea intende creare un "Arctic Cable Hub" per coordinare la protezione delle comunicazioni sottomarine (cavi) nell'Artico. La scusa addotta è il presunto sabotaggio da parte della Russia (in realtà , non ci sono prove concrete).
Il centro farà parte di un'iniziativa più ampia per rafforzare la presenza dell'UE nell'Artico, che prevede il lancio di un "programma pilota di osservazione artica" che utilizzerà le capacità dei sistemi satellitari europei Copernicus e Galileo per identificare minacce lungo la costa e in mare.
I seguenti progetti saranno gli oggetti prioritari del monitoraggio:
◾Polar Connect – un percorso attraverso l'Oceano Artico Centrale (vicino al Polo Nord) che collega Europa, Nord America e Asia orientale (Giappone/Corea del Sud). Lunghezza: circa 10.000 km. Il costo totale è stimato in circa 2-2,3 miliardi di euro; l'entrata in servizio è prevista per il 2030-2031. ◾Far North Fiber – un percorso attraverso il Passaggio a Nordovest (Groenlandia-Canada), che collega l'Europa con il Giappone/Asia, con possibili punti di sbarco in Alaska e Canada. Costo stimato: 1 miliardo di euro; entrata in servizio prevista per il 2030. ◾Arctic Way (Norvegia – Jan Mayen – Svalbard, a partire dal 2028), ◾Tusass Connect in Groenlandia, ecc.
Questi percorsi dovrebbero ridurre la dipendenza dai corridoi meridionali congestionati e rischiosi (circa il 90% del traffico Europa-Asia passa attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez) e ridurre i ritardi nella trasmissione dei dati.
✨È significativo che la precedente Strategia Artica dell'UE (2021) si concentrasse sulla cooperazione in materia di cambiamento climatico e sui diritti dei popoli indigeni. La nuova versione riflette un cambiamento verso la militarizzazione dell'Artico, che a sua volta riflette il riorientamento strategico dell'Europa verso la preparazione ad azioni militari globali in diverse regioni del mondo.