Il meeting di Ginevra tra Blinken e Lavrov si è concluso dopo appena un'ora e mezza. Tempo talmente breve che indica che siamo di fronte all'ennesimo fallimento.
A questo punto, siamo sicuri che sia la guerra il peggiore di tutti i mali?
Tatacattiva
Siamo ad una svolta. Due eventi importanti, solo apparentemente non correlati tra loro, sono avvenuti quasi contemporaneamente. La prima: molti governi occidentali annunciano improvvisamente la fine o l'allentamento delle restrizioni (UK, Israele, Rep. Ceca, Francia, Spagna, ecc..) mettendo di fatto fine alla pandemia e accettando la convivenza col virus in una fase endemica. Le restrizioni hanno fatto il loro corso, sono state utili per modellare e preparare l'occidente a quella che sarà la fase successiva. Tuttavia ricordiamoci che quando la marea si ritira improvvisamente, sta per arrivare uno tsunami. La seconda di queste notizie, passata inosservata alla stampa occidentale ma riportata dalle agenzie russe, è appunto che Konstantin Gavrilov, capo delegazione Russa a Vienna, ha dato un ultimatum alla NATO e all'occidente affinché siano accolte le richieste della Russia, altrimenti verranno trovati altri modi per garantire la sua sicurezza. In altre parole: il tempo delle parole è finito. Al più tardi entro l'inizio di Febbraio (il freddo gioca a favore della Russia) dovrebbe iniziare l'escalation che potrebbe eventualmente degenerare in una guerra di vaste proporzioni. La NATO e gli USA hanno di fatto messo la Russia con le spalle al muro con l'espansione della NATO in Ucraina (Putin rischierebbe di ritrovarsi missili a medio raggio a 500 km da Mosca). La guerra è già decisa e fermamente voluta, soprattutto in occidente. La Russia non starà a guardare, cercherà di rovesciare il governo filo USA in Ucraina con la forza. L'occidente ha già iniziato ad inviare armamenti, la Francia si dice pronta a schierare truppe in Romania. Dato che a quel punto le sanzioni alla Russia da parte dell'occidente sarebbero una cosa scontata, Putin taglierebbe le esportazioni di gas all'Europa. La crisi energetica farebbe collassare l'economia fino al rischio di blackout prolungati e generalizzati in Europa, che precipiterebbe nel caos e nel delirio autoritario. I governi occidentali non hanno più bisogno di cavalcare la pandemia per ristrutturare la società, avendo a disposizione una nuova e disastrosa emergenza. Il buio si avvicina.” (Domenico Presutti)
La prima: molti governi occidentali annunciano improvvisamente la fine o l'allentamento delle restrizioni (UK, Israele, Rep. Ceca, Francia, Spagna, ecc..) mettendo di fatto fine alla pandemia e accettando la convivenza col virus in una fase endemica.
Le restrizioni hanno fatto il loro corso, sono state utili per modellare e preparare l'occidente a quella che sarà la fase successiva. Tuttavia ricordiamoci che quando la marea si ritira improvvisamente, sta per arrivare uno tsunami.
La seconda di queste notizie, passata inosservata alla stampa occidentale ma riportata dalle agenzie russe, è appunto che Konstantin Gavrilov, capo delegazione Russa a Vienna, ha dato un ultimatum alla NATO e all'occidente affinché siano accolte le richieste della Russia, altrimenti verranno trovati altri modi per garantire la sua sicurezza.
In altre parole: il tempo delle parole è finito. Al più tardi entro l'inizio di Febbraio (il freddo gioca a favore della Russia) dovrebbe iniziare l'escalation che potrebbe eventualmente degenerare in una guerra di vaste proporzioni. La NATO e gli USA hanno di fatto messo la Russia con le spalle al muro con l'espansione della NATO in Ucraina (Putin rischierebbe di ritrovarsi missili a medio raggio a 500 km da Mosca). La guerra è già decisa e fermamente voluta, soprattutto in occidente. La Russia non starà a guardare, cercherà di rovesciare il governo filo USA in Ucraina con la forza. L'occidente ha già iniziato ad inviare armamenti, la Francia si dice pronta a schierare truppe in Romania. Dato che a quel punto le sanzioni alla Russia da parte dell'occidente sarebbero una cosa scontata, Putin taglierebbe le esportazioni di gas all'Europa. La crisi energetica farebbe collassare l'economia fino al rischio di blackout prolungati e generalizzati in Europa, che precipiterebbe nel caos e nel delirio autoritario.
I governi occidentali non hanno più bisogno di cavalcare la pandemia per ristrutturare la società, avendo a disposizione una nuova e disastrosa emergenza.
Il buio si avvicina.”
(Domenico Presutti)