"C'è un aggredito e c'è un aggressore" dicono dal 24 Febbraio 2022 i filo Nato. La Corte di Cassazione dice che la guerra però è iniziata nel 2015, dunque è tutto da valutare chi sia l'aggredito e l'aggressore.

LINK

12 comments

Come dal 2014...
Grazia F.
Ogni tanto la cassazione si sgrava la coscienza e dice cose fondate
Per otto anni il regime golpista di Kiev dal 2014 aggrediva gli abitanti del Donbass militarmente perché si opposero al golpe ma soprattutto perché di etnia e civilizzazione russa.Insomma gli ucraini di kiev,volevano e vogliono un proprio Stato etnicamente puro che significa attuare una politica razzista ed un opinione pubblica fedele ai golpisti
Theresa
Sai che puoi iniziare a guadagnare in modo massiccio tramite criptovalute, NFT e scambi online con le giuste linee guida e informazioni. Guadagnare oltre 5000€ su base settimanale e buoni incentivi.

Clicca sul link se sei interessato. Unisciti alla community, qui ci sono anche altre persone come te che guadagnano e traggono profitto.

-[https://t.me/+vj8qsCfmI9ZhOGVk]
-[https://t.me/+vj8qsCfmI9ZhOGVk]
C’è invasore e un invasato come dice Crozza 🤣 io dico che c’è solo un invasato
Sin da piccoli siamo abituati a convivere con alcune certezze inscalfibili, in quanto oggettive: la balena è un mammifero, due più due fa quattro, la Terra gira intorno al Sole e via dicendo. Nonostante l’essere umano sia filosoficamente portato al dubbio, è conscio di non poter ribaltare alcuni concetti o realtà che fungono da monoliti per orientarci nella logica del mondo. Si può confutare una tesi, ma non si può negare un’evidenza.
Questo riguarda anche gli eventi storici più o meno remoti: i nazisti uccisero milioni di ebrei, Aldo Moro fu rapito e ammazzato dalle Brigate Rosse, l’homo sapiens è comparso per la prima volta in Africa. Qui però entrano in gioco altri fattori che possono degenerare quando il dubbio filosofico si trasforma in speculazione o complottismo. Dunque esistono i negazionisti dell’Olocausto, Moro è morto di freddo e in fin dei conti l’homo sapiens potrebbe anche essere nato nell’attuale Svezia, perché no?
Nessuno nega il fascino e l’importanza del dubbio, ma il mantra del “dubito ergo sum” ha ormai superato i confini del vero, sfociando in un territorio nel quale vige la pretesa del bastiancontrarismo come diritto inalienabile. E in una democrazia è così: non vieni di certo arrestato se affermi che la Terra sia piatta o che siamo tutti dei rettiliani. Al massimo vieni confinato nel piano dell’assurdo o del ridicolo, ma hai la possibilità di esporre le teorie più strampalate.
In questi ultimi due anni, la pandemia e la guerra in Ucraina hanno messo a dura prova il rapporto tra l’oggettività e il dubbio, tra la verità e la cospirazione. Si è tentato di sbugiardare i dati scientifici, la freddezza dei numeri che di solito determinano qualcosa di reale e inconfutabile. E alle voci antiscientifiche è stata concessa la ribalta in nome della par condicio, uno spazio di dibattito mediatico equivalente a quella di un esperto in materia. Lo stesso vale per l’Ucraina: si sono create fazioni e voci fuori dal coro su un evento ben definito, ovvero una nazione che ne invade un’altra uccidendo la popolazione e distruggendo le città.
Pluralismo. E quindi siamo costretti a ospitare divagazioni sul tema, giustificazioni, benaltrismo e qualsiasi teoria del complotto.
C’è chi si basa sulla negazione. All’inizio il concetto era: “La Russia non invaderà mai l’Ucraina”. D’altronde era quello che diceva Putin, nonostante i carri armati schierati al confine (“Tranquilli, è solo un’esercitazione”). Poi la negazione si è spostata su ciò che i nostri occhi potevano già vedere: “È tutta una recita”. Valeva per Mariupol, poi per Bucha e per altri massacri. “Sono attori”, “Guarda il video, quella mano si muove”. In pratica abbiamo assistito a una recita, migliaia di persone che hanno finto di morire, sono state ammazzate dagli stessi ucraini o si sono suicidate (o sono morte di freddo, come Aldo Moro). Quando persino Putin si è arreso all’evidenza dei fatti (“In Ucraina una tragedia, ma siamo stati costretti”) si è passati ad altro. E quindi la colpa degli orrori in Ucraina è dell’Occidente. “La Russia è stata provocata”, “L’Ucraina se l’è cercata”, “Troppe nazioni stavano entrando nella Nato”, “Gli americani sono guerrafondai”, “L’Unione Europea fa schifo”.
Si è arrivati dunque alla ricerca di una matrice recondita. La guerra in Iraq, l’Afghanistan, il Vietnam, e perché non parlare delle guerre puniche?
I social hanno certamente alimentato questa dispersione di idee più o meno controverse, contribuendo ad amplificare le voci legate alla propaganda putiniana o anche solo alla passione per il dubbio a prescindere, per la distorsione di una verità.
Se Internet fosse sempre esistito, si sarebbe dibattuto sui motivi di Hitler dietro le sue scelte: “Lui ha sbagliato, ma vogliamo parlare della plutocrazia dei banchieri ebrei?”, “La Francia e la Gran Bretagna devono arrendersi, altrimenti ci saranno troppi morti”, “Cosa credono di fare i partigiani? Con le armi non si risolve nulla”.
Provate a immaginare l’allunaggio ai tempi di Internet: “Ehi, quella luce è chiaramente quella di Los Angeles”, “Mio cugino dice che superata l’orbita terrestre ti cresce un secondo pisello”.
Dunque abbiamo smarrito l’unanimità dell’indignazione, l’oggettività del dolore e delle sue cause. Mettiamo in mezzo fatti esterni, talvolta reali, che non riguardano la tematica che si sta affrontando. Dobbiamo per forza trasformarci in guelfi e ghibellini (o più in Caino e Abele) anche di fronte a ciò che è stato provato e comprovato, che sia l’impatto di un vaccino su una malattia o la distruzione di un popolo vessato. Siamo diventati gli agit-prop di noi stessi, gli incendiari in assenza di fuoco e i pompieri quando tutto è ormai spento. Non crediamo a quello che vediamo perché “ce lo fanno vedere” e a quello che sentiamo perché “ce lo fanno sentire”, senza renderci conto che agiamo comunque attraverso ciò che ci fanno vedere e ci fanno sentire “altri”. Siamo allergici al pensiero unico dominante e ci allacciamo a un sistema ancora più esteso, ormai divenuto prevalente, che si basa proprio sulla mistificazione e che indirizza le masse con meccanismi subdoli e ancora più oppressivi di qualsiasi versione istituzionale.
Se è questo il pluralismo- e a quanto pare lo è- forse non mi va poi così tanto bene, ma finché anche lo scemo del villaggio e il terrapiattista da bar avranno voce in capitolo saprò di trovarmi in un Paese libero. È il prezzo da pagare, e tocca tollerare anche l’intollerabile.
Franco
Dal 2014!
Poroschenko e Turtschinov hanno iniziato l'operazione ATO contro il popolo filorusso del Donnbass.
Causa referendum di secessione dello stesso onde evitate la sottomissione al regime Fascista instaurato con il colpo di Stato della NATO. VEDI "Fuck the EU" Nuland.
Show next 1 comment