A DRAGHI CHIEDIAMO UN CAMBIO DI MARCIA - Matteo Salvini
La Lega si appresta a votare la fiducia al governo di unità nazionale presieduto da Mario Draghi, ma Salvini chiede un cambio di passo rispetto al precedente governo. Riuscirà ad ottenerlo? E il nuovo Premier riuscirà a strappare degli accordi più vantaggiosi per l'Italia nell'ambito delle istituzioni europee, come sostiene il segretario della Lega?
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L'Europa del nord è il vero nostro competitore si diceva una volta, "nemico" (adesso non si può più dire). Germania e paesi satelliti, Olanda, Inghilterra. Siamo colonia USA, con tutto il problema multinazionali farmaco e multinazionali comunicazioni.
Nemico, nel senso che non c'è amicizia, c'è diffidenza cammuffata da "Europeismo". Questa la sostanza. Draghi non cambia nulla. È un teatrino che si ripresenta. Vedo tutte persone allucinate che parlano come delle bambole. Gente, come molti cittadini, che si sentono perdenti in partenza di fronte ai problemi. Saltellano con i guantoni muovendo l'aria, come i pugili quando si allenano da soli. Un mondo di "fiato e di carta". Questo vedo nelle interviste, non solo di Salvini.
Per sedare le popolazioni native in America e Australia usavano le bevande alcoliche, per tenere calme le popolazioni nella paura usavano la paura del diavolo e del peccato, adesso c'è il reddito di cittadinanza, i telegiornali, e la paura sanitaria.
Hanno reso anche la circolazione stradale (pedoni, biciclette, auto) una prigione di regole, di telecamere, sensori, tasse, revisioni, controlli, assicurazioni, scatole nere. È più la paura di ciò che "non puoi fare" che il piacere di ciò che "puoi fare". Così non è vita. Così è sopravvivenza.
Ho fatto degli esempi per illustrare che un "Draghi" è cosa irrilevante nella migliore delle ipotesi. Non me ne voglia. Anche lui credo che ne sia convinto quando è seduto sul cesso, il luogo della verità per tutti.