Credo che sia ora di fare un discorsetto. Non è solo questione di "energia" (come se fosse uno scherzo, peraltro), è anche questione di latte, carni (la catena del freddo è costosissima), pesce (i pescherecci ovviamente vanno a gasolio), frutta ecc. Qui ci sono le premesse per un abbassamento del tenore di vita delle persone. Stiamo andando verso uno shock da tempi di guerra. E chiedere gli aumenti di salario non serve per nulla o comunque serve a poco, perchè innesca la cosiddetta spirale salari-prezzi (chiedete a chi gli anni 70 li ha vissuti in stato di coscienza, il sottoscritto era all'asilo). E' una brutta situazione, che peraltro tende a peggiorare enormemente con la follia degli eventuali tetti di prezzo sul petrolio alla Russia (che ricordo essere, tanto per cambiare, il maggior esportatore al mondo). Non mi dilungo sulla situazione italiana che è già drammatica anche sotto l'aspetto finanziario. Qualcuno ha ancora voglia di credere ai vari saltimbanchi che infestano la tv come Nathalie Tocci.
Meglio l'inflazione al 20% con aumenti salariali, magari a macchia di leopardo (che comunque un aumento tira l'altro) che al 10 ma con gli stipendi bloccati.
Il veri problema sono i sindacati governativi, CGIL, CISL e UIL. Ricordano i "Sindicatos Verticales" franchisti che agivano in base alle direttive del governo e del partito anche se, bisogna riconoscerlo, tutelavano i lavoratori meglio.
Il veri problema sono i sindacati governativi, CGIL, CISL e UIL. Ricordano i "Sindicatos Verticales" franchisti che agivano in base alle direttive del governo e del partito anche se, bisogna riconoscerlo, tutelavano i lavoratori meglio.