Pubblico l’intervento integrale del Prof. Antonio Maria Rinaldi alla costituente di Futuro Nazionale. Racchiude un passaggio decisivo, l’idea di una riforma costituzionale per subordinare le norme europee a quelle nazionali. Un passaggio che è la precondizione giuridica necessaria ad ogni azione contro Bruxelles. Spero che sia inserito nel programma di questo nuovo partito.
Intervento Assemblea Costituente Futuro Nazionale E’ un onore e un privilegio partecipare oggi all’Assemblea Costituente di Futuro Nazionale perché assistiamo alla nascita di un soggetto politico da un’idea di buonsenso: dare nuovamente dignità all’Italia e al popolo italiano, ponendo l’interesse nazionale al centro della propria azione politica. Per troppo tempo abbiamo assistito allo stesso copione:grandi promesse prima delle elezioni e grandi dimenticanze subito dopo. Vogliamo evitare che si chiedano i voti con programmi di destra per poi governare seguendo l’agenda Draghi. Ci poniamo pertanto come garanti di un principio fondamentale: laparola data ai cittadini deve essere mantenuta. Saremo la polizza assicurativa degli italiani contro le promesse tradite. Quello che promettiamo lo manterremo. Non baratteremo la parola data per poltrone o incarichi. Avremo la coerenza di portarle fino in fondo. Porremo delle linee rosse invalicabili e non negoziabili a garanziache non arretreremo di un solo millimetro. Combatteremo per questi valori. Combatteremo per questa Italia. Perché chi non combatte ha già perso. E noi non abbiamo alcuna intenzione di perdere. Apparteniamo alla grande civiltà europea che ha illuminato il mondo con la sua Storia, la sua cultura e con il suo ingegno. Ma proprio per questo non ci riconosciamo ora in questa Unione europea. L’Unione dei trattati, concepita oltre trentacinque anni fa per un mondo che non esiste più, non ci rappresenta.Mentre le grandi potenze mondiali adeguano continuamente le proprie politiche e i propri modelli per difendere cittadini, imprese e interessi nazionali, Bruxelles continua a rispondere con nuovi vincoli, nuovi regolamenti e nuove imposizioni al solo fine di rincorrere ideologie che non condividiamo. E chi non si adegua è punito. Da oltre quattro anni abbiamo un conflitto alle porte dell’Europa. Eppure Bruxelles sembra conoscere una sola soluzione: inviare armi. Noi pensiamo invece che la forza dell’Europa si misuri nella capacità di costruire una pace giusta e duratura. Le armi possono far vincere una battaglia. Solo la politica può costruire la pace e abbiamo bisogno proprio della pace per consentire alle nostre aziende di lavorare con tutti e di energia a prezzi equi. Chiediamo pertanto a gran voce che si avvii una profonda revisione dei trattati europei dove l’Italia diventi protagonista e non più vassalla. Continuare su questa strada significa consegnare ai nostri figli una Italia più povera, più debole e meno libera. E noi non lo permetteremo. Più Europa è il problema. Più Italia è la soluzione! Il nostro futuro non si decide nei corridoi di Bruxelles, ma nelle fabbriche, nei campi, nelle botteghe, nelle Università e nelle case degli italiani. Quell’Italia che ogni mattina si sveglia all’alba e che manda avanti con sacrifici e in silenzio questa Nazione. Perciò vogliamo uno Stato che non deve essere considerato un nemico. Deve essere il nostro migliore alleato. Dobbiamo tutelare le imprese perchè senza imprese non c’è lavoro. Senza lavoro non c’è dignità. Senza dignità non c’è libertà.Vogliamo di nuovo avere banche di interesse nazionale capaci di sostenere le nostre aziende e tutelare gli interessi strategici dell’Italia. Si restituisca anche dignità a chi ha lavorato una vita intera, a chi ha costruito il benessere di questa Nazione. Non possiamo liquidarli con pensioni mortificanti. C’è una grande sfida che non possiamo ignorare: i nostri giovani. Troppi nostri ragazzi sono costretti a lasciare l’Italia per costruirsi un futuro altrove. Questo non è più accettabile.
3 comments
Barbara Mo
Scrivo questo e com questo saluto. Io lavoro in ambito socio assistenziale, ho conosciuto tanta gente,attualmente lavoro per persone che hanno un azienda, sono industria,piccola industria, gente che si fa il chiulo dalle 7.30 del mattina alle 19.30 giù in azienda a sporcarsi le mani e a dirigere il lavoro. Nn gliene frega niente,di generali,che chiaccherano di gender, femminicidi in modo ignorante,di lotte tra partigiani e x mas,gliene frega che si fanno un chiulo così e basta, e neanche gli frega di politici che nn sanno neanche cosa voglia dire LAVORARE!!! E potrei fare molle altri esempi,ma e' suff questo. L Italia vera e' questa qui, quella che manda avanti tutto con il sudore della propria fronte dando lavoro a 30 persone tra italiani e non! Dubito Vannacci possa fare parte di questo,che nn sa neanche di cosa si stia parlando,! Buona fortuna...
Donato Stella
Quando si parla di pace giusta e prezzo equo, si parla di concetti soggettivi, ignorando che la pace è frutto di un compromesso e il prezzo è l’incontro tra domanda ed offerta, dovrebbe essere la spia che ci troviamo di fronte al solito populista gate keeper
Il problema della supremazia del diritto europeo è oggi un problema . La UE è diventata una unione politica a forza di trattati vincolanti concepiti l' uno la progressione dell' altro. Chi esce dall' UE non può tenere in piedi il trattato di Roma e la comunità economica e doganale . Ecco il ricatto