Da Paolo Borgognone

Il mio pensiero oggi è rivolto a tutti coloro che, dal 15 dicembre, saranno sottoposti al più vile ricatto e alla più brutale forma di violenza immaginabili: o metti a rischio la tua incolumità (fisica, morale, ideologica, ecc.) o sarai sospeso dal lavoro e non riceverai lo stipendio (dunque ti verrà impedito di sfamare te e la tua famiglia) fino a quando papà banchiere non deciderà altrimenti. Lo Stato totalitario è questo. Il dominio dispotico di una cricca di oligarchi preponenti e organizzati. Tutti noi siamo discriminati, ma chi sarà sospeso è senza dubbio un martire, nel senso di testimone e protagonista incrollabile della propria volontà di resistere. Queste persone stanno pagando un tributo enorme. Il DOVERE dei movimenti di opposizione sociale è costruire immediatamente una rete di sostegno economico, psicologico e politico a chi paga con la sospensione dal lavoro la propria caparbia determinazione a non piegarsi a violenze e ricatti. Non sarà facile, ma questo sostegno concreto va prodotto.

3 comments

Grazie. Rientro nella categoria dei ricattati. Proverò a resistere finché potrò (non più di qualche mese 😔)
Idem. Sarebbe già tanto trovare avvocati onesti e bravi che ci tutelino
Monica Poppyfield
Ho sentito una conferenza video proprio con Borgognone presente e con uno straordinario giovane sociologo napoletano di cui ho dimenticato il nome. Parlavano delle manifestazioni in piazza e del riflusso. Il sociologo napoletano diceva che questo sistema di collette per supportare chi ha perso il lavoro lo hanno gia' implementato a Napoli. Credo sia davvero doveroso estendere questo meccanismo stando nel locale, intervenendo ad aiutare chi si conosce