https://x.com/sabrysocial/status/1902136039696654376?s=52&t=ZOJ6js4ANW_sKcKuIcrKEQ“Ma questo vuol dire cedere sovranità?” Il verme risponde “certo…”
Art. 243 cp “Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinche' uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilita' contro lo Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti allo stesso scopo, e' punito con la reclusione non inferiore a dieci anni”.
Atti di ostilità sono proprio tutti quegli atti, diversi dalla guerra, che comprimono la sovranità e l’indipendenza di un Stato.
Draghi non è solo un vile affarista come ci ricordava Cossiga, è un criminale a piede libero.
DEMOLENDO UN MOSTRO SACRO COME ALTIERO SPINELLI,
MEMBRO DELL'INQUIETANTE SPECTRE CITATA DA RUMOR
«La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista: la proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso». Lo si legge nel Manifesto di Ventotene, scritto nel 1941 dall'antifascista Altiero Spinelli insieme a Ernesto Rossi, anch'esso confinato dal regime di Mussolini. Il documento, spesso citato come la Bibbia del federalismo europeo, fu corredato da un contributo di Eugenio Colorni (ne scrisse la prefazione). Proprio il Manifesto di Ventotene è stato stra-citato nella manifestazione romana del 15 marzo indetta a sostegno dell'Unione Europea. Da qui le urla in aula contro Giorgia Meloni, che cinque giorni dopo ha voluto leggere alcuni passaggi, molto imbarazzanti, del testo di Spinelli e compagni.
«Nelle epoche rivoluzionarie, in cui le istituzioni non debbono già essere amministrate, ma create, la prassi democratica fallisce clamorosamente», si legge nel Manifesto. «Nel momento in cui occorre la massima decisione e audacia, i democratici si sentono smarriti, non avendo dietro uno spontaneo consenso popolare, ma solo un torbido tumultuare di passioni». Alla lettera: niente a che vedere con la democrazia che conosciamo. «La metodologia politica democratica sarà un peso morto, nella crisi rivoluzionaria». Passaggi estremamente espliciti, che lasciano intendere l'attitudine apertamente dirigistica e verticistica degli aspiranti euro-rivoluzionari, ben decisi ad agire senza consultare il popolo, ritenuto immaturo e incapace di decidere.
Sempre nel Manifesto di Ventotene si legge che il futuro partito rivoluzionario europeo attingerà «la visione e la sicurezza di quel che va fatto» non già da una preventiva consacrazione «da parte dell'ancora inesistente volontà popolare», bensì «nella sua coscienza di rappresentare le esigenze profonde della società moderna». "Lungimiranza" di stampo leninista, si direbbe: qualcosa che poi abbiamo rivisto molto di recente, a partire dal tragico 2020. In questo modo, si legge ancora nel testo di Spinelli, il partito del destino fornirà «le prime direttive del nuovo ordine, la prima disciplina sociale alle nuove masse». Letteralmente: «Attraverso questa dittatura del partito rivoluzionario si forma il nuovo Stato, e attorno a esso la nuova democrazia».
Un boccone veramente indigesto, per chiunque abbia a cuore il sistema democratico. Si dirà: quel testo nacque negli anni plumbei della dittatura fascista, che i dissidenti (nella migliore delle ipotesi) li sbatteva in galera. Certo però che i mezzi previsti per conquistare il paradiso europeo non erano propriamente democratici: Spinelli e compari, pur perseguitati dai fascisti, a loro volta non andavano per il sottile. «Non so se questa è la vostra Europa», ha detto Meloni alla Camera, «ma certamente non è la mia». In premessa aveva chiarito: «Nella manifestazione del 15 marzo, in tanti hanno citato quel documento; sinceramente, spero per loro che in realtà non l'abbiano mai letto».
Nel saggio “Il più grande crimine”, Paolo barnard ripercorre con crudezza la genesi dell'Unione Europea: un apparato burocratico espressamente concepito come autoritario, vocato allo svuotamento della democrazia. Nel bestseller “Massoni”, Gioele Magaldi evidenzia – sempre all'origine dell'euro-potere – il ruolo delle superlogge reazionarie: un disegno oligarchico, quello europeo, lubrificato da enormi interessi privatistici. Intervistato da Barnard, l'economista francese Alain Parguez (già consigliere dell'Eliseo) disse che Mitterrand dietro la facciata socialista nascondeva un'anima monarchica, abilmente coltivata da un insider come Jacques Attali, poi divenuto il mentore di Emmanuel Macron.
Alla fine, Kohl accettò. A una condizione: che – come contropartita – a rimetterci fosse soprattutto l'Italia, primo concorrente industriale della Germania. Ed ecco il trappolone di Maastricht, confezionato dai peggiori poteri, anche italiani (gli immancabili collaborazionisti), e poi perfezionato da sua eminenza Romano Prodi per lo svantaggioso cambio lira-euro. Poco prima, la Germania aveva preteso che dal governo italiano venisse cacciato lo stesso Galloni. Ecco: questo aborto antidemocratico fondato sull'imbroglio e sul ricatto è il carrozzone anti-italiano per il quale sventolavano a Roma le bandiere blu degli euro-rimbambiti, ammaestrati in piazza da capipopolo a dir poco imbarazzanti.
Nell'era della censura ormai totalitaria (si veda il caso della russofobia di regime), nessuna di queste pagine è mai stata rievocata, di recente. E a nulla sono valse le denunce dei vari Barnard, neppure quando il mostro tecnocratico europeo pretendeva il sacrificio umano dei greci e lo scalpo italiano della residua sovranità nazionale. Rigore, austerity, spread. E pure l'abominio del pareggio di bilancio inserito da Monti in Costituzione, con il beneplacito del compagno Bersani. L'Unione Europea? Purtroppo non è mai nata, sottolinea Magaldi: servirebbe, eccome, ma dovrebbe essere un organismo federale e democratico, con un vero governo eletto dai popoli europei e la Bce sottoposta all'indirizzo dell'esecutivo, non più usata come clava per demolire questa o quella economia nazionale.
Se di queste grandi verità si parla pochissimo, un silenzio ancor più assordante ha seppellito il libro “L'altra Europa”, scritto da Paolo Rumor (con Loris Bagnara e Giorgio Galli) sulla base del memoriale segreto di suo padre, Giacomo, già factotum del futuro pontefice Paolo VI e plenipotenziario del Vaticano nelle trattative super-riservate che furono avviate prima ancora del 1945 per disegnare la futura Europa. Nell'immediato dopoguerra, l'esoterista francese Maurice Schumann, esponente di spicco del gollismo, rivelò a Giacomo Rumor che loro, i veri gestori del sommo potere, si ritenevano eredi esclusivi di un antichissimo network, chiamato “la Struttura”, che avrebbe ininterrottamente diretto i destini dell'area euro-mediterranea addirittura per migliaia di anni.
Attraverso i millenni, quella “Struttura” avrebbe ispirato la creazione di regni e imperi, promosso la nascita di religioni, gestito il rilascio controllato e progressivo di conoscenze detenute in esclusiva, probabilmente ereditate da una civiltà pre-diluviana. Di fatto, il dossier Rumor illumina un'élite invisibile ma onnipresente, che sovrintende a qualsiasi grande evento e, all'occorrenza, recluta figure prestigiose in qualità di consulenti. Ed ecco la curiosità contingente: lo stesso Altiero Spinelli compare nell'elenco dei membri della Super-Spectre, il supremo club oligarchico dei Padroni del Mondo. In altre parole, stando a Rumor: tra le altre cose, probabilmente Spinelli era un illustre ventriloquo di quell'élite impalpabile, che poi (adottando il metodo-Ventotene) ha davvero costruito l'orrenda Ue che conosciamo.
Giorgio Cattaneo (da Facebook)
In Svezia e Norvegia si sono accorti solo adesso che in caso di attacco hacker, tutti i pagamenti elettronici sarebbero bloccati.
Diamogli tempo e capiranno che ci sono anche altre cause che possono creare problemi a questa tipologia di pagamenti. La Libertà e la privacy, in ogni caso, sono garantite solo dai contanti.
E' un'ulteriore conferma che va contro la fallita Agenda 2030: i contanti, non moriranno mai.
ilgiornale.it
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