Nei cosiddetti secoli bui, i monasteri benedettini rappresentarono un esempio di quanto con poco o quasi nulla si possa ottenere tutto, tutto quello che occorre per condurre una vita decente.
Raramente un monastero contava più di una ventina di monaci, eppure queste comunità erano praticamente autosufficienti, erano in grado di provvedere quasi per intero ad ogni loro bisogno materiale. In genere quello che non potevano produrre da sé, l’ottenevano attraverso lo scambio soprattutto con altri monasteri. Ma l’aspetto interessante è il fatto che la regola benedettina prevedeva solo 4 ore di lavoro al giorno, eppure esse bastavano per sfamare e vestire tutti. Come è possibile un fatto del genere? Tutto veniva fatto in modo artigianale e la terra coltivata a zappa e aratro trainato da buoi produceva grano e ortaggi sufficienti per tutti; la lana era prodotta direttamente dai greggi di pecore e filata e tessuta nel grande periodo di vita al chiuso rappresentato dai mesi invernali, intanto che quelli, che sapevano scrivere, copiavano i testi della civiltà latina.
Come spiegarci una cosa del genere, quando oggi uno schiavo di regime lavora incatenato al banco della scrivania 8/10 ore al giorno e si lamenta che quanto riceve non è sufficiente a farlo contento?
Perché si trattava di gente libera. Il grado di libertà di un individuo lo si misura dalla quantità di cose da cui dipende. Quanto più sono le cose di cui sente di poter fare a meno ed esse sono orpelli materiali, frasi fatte, invidie, rancori, week end in posti di sogno, festival di qualche cosa, centri benessere e poi ancora e ancora e ancora … tanto più sarà libero, ovvero con la mente rivolta all’essenziale.
Nelle abbazie si pregava, per regola, 4 ore l giorno. Si trattava di una ritualità che scandiva le ore della giornata e dava ad essa quella necessaria disciplina che altrimenti avrebbe compromesso tutto il resto. Ma una giornata si compone di 24 ore. Le altre 16 come le passavano. Forse 6 o sette a dormire e le altre? A capire cosa vuol dire essere vivi. (Alfredo Morosetti, via Facebook)

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Certo il discorso non ruota solo intorno a quell'esempio, ho capito, ma offre un termine di paragone valido, però non dimentichiamoci che tutte le congregazioni e le fratellanza ecclesiastiche godevano di privilegi spesso disumani e squilibrati rispetto alle comunità laiche. Dunque che cosa volete? Io comunque propongo spesso ai miei fratelli e sorelle in idee di andare per un periodo in ritiro da qualche parte sui monti qui in Umbria o nelle vicine Marche, non per gioco, ma per una prova.
I secoli "bui" erano in realtà secoli di luce
Nel mondo greco-romano chi lavorava troppo era disprezzato poiché non si godeva la vita.
Cioè ma davvero. I monasteri erano al centro di una intera economia avevano terre che venivano coltivate da contadini che dipendevano dal monastero. Senza contarei vari collaboratori d'ogni genere. Molto spesso nei monasteri si rifugiavano i nobili negli ultimi anni della.loro vita o erano prigioni per i nobili che si portavano dietro pure i loro servi. Se ricordo bene lo stesso San benedetto era un esponente della classe senatoria e proprietario terriero. I benedettini tra l'altro avevano bisogno di grandi risorse per poter svolgere la loro principale attività secolare. La copiatura dei testi. Testi che essendo fatti di pergamena Cioè pelle di pecora erano necessariamente costosissimi. Lo sviluppo dei monasteri come centri economici fu parallelo al loro sviluppo come centri culturali e spirituali. L'attività lavorativa si estrinseca a sopratutto in attività di.supervisione di studio o specialistiche.e loro proprietà terriere donate od ereditate raramente erano messe in discussione da invasori e nobili quindi garantivano entrare stabili .Un frate che studiava praticava insegnava a fare innesti nelle sue 4 ore di lavoro creava oggettivamente molta ricchezza. Un po come il famoso detto cinese. Se vuoi aiutare uno che a fame non regalargli un pesce ma insegnagli.a pescare. E ricordiamoci che la cifra del movimento benedettino è stata il tramandare. Attività che rispetto ad altre se fatte con costanza hanno un valore economico a parità di tempo molto più alto di attività più meccaniche come lo zappare o il trasportare. Per carità attività fondamentali ma più facilmente fungibili. Comunque l'attività agricola nell'alto medioevo non era estremamente intensa tranne i periodi canonici.in inverno l'attività principale era lo stare fermi il più uniti possibili vicino al focherello per non consumare energie.
Francis
Nel mondo greco-romano chi lavorava troppo era disprezzato poiché non si godeva la vita.
Be era disprezzato da chi aveva terre e schiavi che gli.gaeantivzno una rendita. Comunque imprenditori arricchiti e di umili origini sono frequenti e per quanto disprezzati diedero origine anche ad importanti famiglie
Chi lavora e fa le cose con le proprie mani è disprezzato anche adesso
Massimo
I nostri schiavi sono le macchine e l'energia da petrolio e carbone potremmo lavorare 3 ore al giorno ma essendo cretini...
50655
Dipende dall'ordine c era Cluny ( benedettini cluniacensi)e c'era Citeaux (benedettini cistercensi) questi ultimi non avevano contadini , non avevano donazioni offerte dai nobili e vivevano dei loro prodotti e dello scambio degli stessi .
Da leggere il libro storico/romanzo : I tre Frati Ribelli.