Veramente trovo inaccettabile che a scuola possa essere introdotta un'ora al mese di "predicazioni antimaschili" mettendo in uno stato di soggezione-criminalizzazione i giovani ragazzi che si accingono ad affrontare la vita rendendoli ansiosi e insicuri perchè "intrinsecamente sbagliati" come si vorrebbe far credere. Per paradosso poi una simile dose di ansia e di soggezione/criminalizzazione morale li renderà esattamente come il coglione che ha ammazzato la sua ex a Venezia o come quell'altro folle che ammazzò a coltellate la compagna in attesa del figlio a Milano. Guardateli bene, entrambi figli-modello, cocchi di mammà, entrambi metrosessuali depilati, preparatori di biscottini e amanti dei "teneri peluche" come gli ha insegnato mammà: se riduci i giovani maschi a simili ectoplasmi davvero rischi che i femminicidi aumentino, altroché diminuzioni. Il Femminicida è figlio di mammà e del matriarcato. Non si può forgiare una società sulle pulsioni di donnette irrisolte e frustrate che hanno trovato sfogo alle loro frustrazioni nella nuova religione capitalista Woke, femminista (più o meno intersezionale) e LGBTQ (e tutto il resto dell'alfabeto). Che poi se ci pensate bene, queste povere mentecatte violentissime non sono nient'altro che le vecchie beghine di paese, custodi della pubblica morale che cantava De André: «Così una vecchia mai stata moglie/ senza mai figli, senza più voglie/ si prega la briga e di certo il gusto/ di dare a tutte il consiglio giusto…». Le beghine di paese hanno solo cambiato altare: ma la loro violenza frustrata è rimasta la stessa di un tempo. Ecco, datemi del maschilista (osservate la vastità del cazzo che me ne frega delle vostre contumelie), dite quello che volete, ma io a questo scempio Castrante del Maschile non partecipo. E attenzione, direi la stessissima cosa se a scuola facessero un ora al mese di predicazioni antifemminili criminalizzando le alunne e giustificando questo con il fatto che il 100% degli infanticidi li fanno le donne. Facciamocene una ragione, il Male esiste e purtroppo è inestirpabile. E chi si erge a cavaliere del bene (autoproclamato) è un pazzo fanatico, e di fondo, esso stesso il Male (come Hitler, come Savonarola e come Torquemada). Leggete Dostoevskij.
Giuseppe sta descrivendo, per sommi capi, un processo degenerativo della cultura, generativo dell' ignoranza, che data parecchi decenni. Più di mezzo secolo fa ero, disgraziatamente, a scuola dai Gesuiti (alle medie) e si erano inventati le lezioni di "educazione sessuale". Ero l'unico a sapere cosa mai fossero gli spermatozoi e divenni, per qualche mese, per i miei compagni di classe (tutti maschi) il "playboy".
Grande, precisamente quello che penso anche io!! Detto in parole povere, con la saggezza contadina: la pezza peggio del buco. Qui si rischia di provocare danni irreparabili alle nuove generazioni sulla base di aberranti ideologie di castrazione psicologica e sociale di determinate categorie a scapito di altre.
Ineccepibile. Mi chiedo come faccia un paese, che dovrebbe essere istruito, a non arrivare facilmente a una tale logica affermazione , e invece continua a farsi infinocchiare da quel soprammobile rettangolare vetusto e dai suoi escrementi
Lo sbaglio più grande è stato quello di abolire il servizio militare. Nel servizio militare si diventa uomini,maturi di una vita indipendente. Nel sevizio militare o ti formi oppure si resta una checca.Il 99,99% sono dinentati veri uomini. Adesso i ragazzi sono rincoglioniti con i giochi al compiuter.Non sanno il significato del valore di una donna. Il danno di questi ragazzi lo ha creato lo Stato italiano.
Penso che sarebbe sufficiente che le donne avessero ben presente il loro valore e i loro diritti, questi maschi sono il prodotto di madri ( e padri) che non sono mai riusciti a dire no, ad imporsi e farsi rispettare fin dall'infanzia, ragazzini viziati che non tollerano un No soprattutto se è una donna a dirlo. Per me complice tutto il mondo della televisione spazzatura che da decenni propone modelli assurdi. Il servizio militare no, non forma uomini ma soldati
Non bisogna essere ingenui, l'obbiettivo non è mica quello di ridurre i "femminicidi" (faccio fatica a scriverla talmente tanto mi fa orrore questa parola) ma quello di proseguire nel progetto di distruzione del maschio. Come si fa a non vedere che è tutto un processo voluto?
Tutti i 17 commenti sono a favore, ma ahimè sono tutti di uomini, salvo forse quello col nickname "Luna", ma non credo. Ho letto oltre a questo commento di Masala Chili, un altro di Andrea Zhok, docente universitario con cui di solito concordo, che a sua volta negava il paternalismo e negava la rilevanza statistica dei femminicidi, sostenendo che gli omicidi che riguardano uomini ammazzati sono numericamente superiori a quelli delle donne, ma nessuno li ha mai tematizzati come uccisioni "di genere". Il problema è che per le donne uccise, piu' del 50% degli assassini sono appartenenti maschili della loro famiglia (cosa che per gli uomini avviene in una percentuale infima). Con questo dato, oltre a rispondere all'improvvido che qui si chiede quanti uccisori sono immigrati, credo di suggerire quale sia la problematicita' relativa ai femminicidi, che porta con se' il patriarcato. La donna, per alcune societa' e per tanti in questa, e' una proprieta', non un individuo del tutto libero. Tutto qui. Se crescono figli deboli, e' ancora il disagio verso una societa' che li vuole forti o piu' forti della (loro) donna a spingerli a gesti estremi.
Il servizio militare no, non forma uomini ma soldati