REFERENDUM NO GREEN PASS: cosa ne pensa Lillo Massimiliano Musso?

Da poche ore è stato annunciato il Referendum No Green Pass, che mira ad abrogare gli ultimi decreti legge del Governo. Su Byoblu abbiamo dunque deciso di affrontare l’argomento dando spazio alle opinioni di alcuni tra i protagonisti più stimati dai cittadini che si oppongono alle misure di restrizione della libertà. Ecco l’opinione dell’avvocato Lillo Massimiliano Musso.
#referendumNoGreenPass

https://go.byoblu.com/MussoSuReferendum

60 comments

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Federico
ma non ti rendi conto che la corte costituzionale è completamente politicizzata? non ha fatto e detto niente in questi 2 anni di costituzione e diritti elementari calpestati
Non è praticamente mai stata consultata, deve ancora pronunciarsi sui DPCM di Conte eheh comunque sei libero di pensare che il referendum sia una buona idea, io personalmente rimango perplesso e mi astengo dal firmare perché non ho nessuna fiducia nel buon esito
Giacomo
Non è praticamente mai stata consultata, deve ancora pronunciarsi sui DPCM di Conte eheh comunque sei libero di pensare che il referendum sia una buona idea, io personalmente rimango perplesso e mi astengo dal firmare perché non ho nessuna fiducia nel buon esito
ma sui dpcm non si pronuncerà MAI e se lo farà con tempi BIBLICI. il presidente della repubblica che dovrebbe esserne il garante per lui va tutto bene. apri gli occhi se non gli andava bene alla corte si sarebbe pronunciata con ammonimenti e interviste e invece il silenzio TOTALE. non contare sulla corte costituzionale COMPLETAMENTE ASSERVITA al mondialismo.
Ho letto che il promotore del referendum green pass è Ugo Mattei legato a Soros. Vero?
Giuseppe Giuxx
Pubblicate il documentario di stasera sul covid
io vedo questa misura che non è legata al vaccino, cioè la vaccinazione potrebbe essere separata dal pass e il gioco e fatto ...attenzione anche per i tamponi, non chiedete il pass, ma soltanto l'esito
Smettetela di dire sciocchezze sul Referendum sul Green Pass e cercare e di delegittimarlo.
State solo facendo danni all’interesse comune senza cognizione di causa.
Capiamoci.
Il referendum potrebbe essere ad aprile.
A quel punto il GP potrebbe essere in vigore o meno: il regolamento europeo lo consente fino al 2022.
A seconda della situazione si potrà decidere se rinunciare al referendum nel caso non sia più necessario.
Ma l’aspettò più rilevante è il fatto che, una volta raccolte le firme e sottoposto alla valutazione di correttezza costituzionale, tutte le televisioni dovranno per legge adeguarsi a disporre spazi in par condicio di rappresentanti e comitati per il si e per il no.
Il referendum (che probabilmente non arriverà mai alla votazione), potrà essere un cavallo di Troia per le emittenti televisive, che finalmente dovranno occuparsene. 
Questo sembra essere lo scopo più significativo, non è il mero risultato, ma gli strumenti che avremmo nel frattempo.
Questo la gente non lo sa, perché non conosce la normativa sui referendum.
Le azioni giudiziarie serie, cioè che abbiano possibilità di riuscita, vadano coltivate (ci sono errori di procedura, categorie che non vanno comprese nell’obbligo, provvedimenti lacunosi che consentono di annullare o ritardare le sospensioni) ma sono casi specifici e circostanziati.
Ciò non esclude un’azione di resistenza collettiva con la possibilità di mettere piede in tv da parte di persone di grandissima levatura.
Nel comitato organizzativo ci sono l’Avv. Olga Milanese del Foro di Salerno, Prof.  Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, già vice presidente del Comitato nazionale per la Bioetica, Prof. Francesco Benozzo, docente di Filologia romanza all’Università di Bologna; nel comitato dei saggi, Prof. Paolo Sceusa, presidente emerito di sezione della Corte di Cassazione, Prof. Ugo Mattei, docente di diritto civile all’Università di Torino, Prof. Alberto Contri, ex presidente della Fondazione Pubblicità progresso, Carlo Freccero, giornalista ed ex consigliere di amministrazione RAI.
Almeno quattro mesi in cui la legge obbliga le televisioni a dare spazio ai promotori potrebbe portare addirittura alla vittoria, se dovesse avere luogo.
Avremmo mesi per parlarne.
Considerate che nel frattempo ci saranno altri effetti collaterali, gente che non vuole la terza dose, ristoratori incazzati, persone vaccinare con GP in scadenza: in 4 mesi si possono fare grandi progressi sul fronte dell’informazione televisiva che ora ci è preclusa.
Fabrizia Cunctatrix ? E così i nomi citati. Nessuno di voi fa l'interesse del popolo italiano. PUNTO !!!
Che perdiamo tempo e forza decisionale è precisamente interesse di chi ci è nemico.
20 settembre 2021

SE IL "PENNUTO" È FAVOREVOLE CIÒ VUOL DIRE CHE NON È DA FARSI

Grazie PENNUTO per aver parlato!

Roberto Nuzzo
è vero? “ i bastardi vogliono introdurre il green pass per essere iscritti all'albo dei medici...vogliono far fuori le cure domiciliari!!!!”
Il promotore del referendum contro il Greenpass è Ugo Mattei che proviene dalla London School Economics legata a Soros e Rothshild, è legato anche alla Yale Università che fa parte del Nwo? Pensate gente pensate
Silvia
Il promotore del referendum contro il Greenpass è Ugo Mattei che proviene dalla London School Economics legata a Soros e Rothshild, è legato anche alla Yale Università che fa parte del Nwo? Pensate gente pensate
Smettetela di dire sciocchezze sul Referendum sul Green Pass e cercare e di delegittimarlo.
State solo facendo danni all’interesse comune senza cognizione di causa.
Capiamoci.
Il referendum potrebbe essere ad aprile.
A quel punto il GP potrebbe essere in vigore o meno: il regolamento europeo lo consente fino al 2022.
A seconda della situazione si potrà decidere se rinunciare al referendum nel caso non sia più necessario.
Ma l’aspettò più rilevante è il fatto che, una volta raccolte le firme e sottoposto alla valutazione di correttezza costituzionale, tutte le televisioni dovranno per legge adeguarsi a disporre spazi in par condicio di rappresentanti e comitati per il si e per il no.
Il referendum (che probabilmente non arriverà mai alla votazione), potrà essere un cavallo di Troia per le emittenti televisive, che finalmente dovranno occuparsene.
Questo sembra essere lo scopo più significativo, non è il mero risultato, ma gli strumenti che avremmo nel frattempo.
Questo la gente non lo sa, perché non conosce la normativa sui referendum.
Le azioni giudiziarie serie, cioè che abbiano possibilità di riuscita, vadano coltivate (ci sono errori di procedura, categorie che non vanno comprese nell’obbligo, provvedimenti lacunosi che consentono di annullare o ritardare le sospensioni) ma sono casi specifici e circostanziati.
Ciò non esclude un’azione di resistenza collettiva con la possibilità di mettere piede in tv da parte di persone di grandissima levatura.
Nel comitato organizzativo ci sono l’Avv. Olga Milanese del Foro di Salerno, Prof. Luca Marini, docente di diritto internazionale alla Sapienza di Roma, già vice presidente del Comitato nazionale per la Bioetica, Prof. Francesco Benozzo, docente di Filologia romanza all’Università di Bologna; nel comitato dei saggi, Prof. Paolo Sceusa, presidente emerito di sezione della Corte di Cassazione, Prof. Ugo Mattei, docente di diritto civile all’Università di Torino, Prof. Alberto Contri, ex presidente della Fondazione Pubblicità progresso, Carlo Freccero, giornalista ed ex consigliere di amministrazione RAI.
Almeno quattro mesi in cui la legge obbliga le televisioni a dare spazio ai promotori potrebbe portare addirittura alla vittoria, se dovesse avere luogo.
Avremmo mesi per parlarne.
Considerate che nel frattempo ci saranno altri effetti collaterali, gente che non vuole la terza dose, ristoratori incazzati, persone vaccinare con GP in scadenza: in 4 mesi si possono fare grandi progressi sul fronte dell’informazione televisiva che ora ci è preclusa.
Mi dispiace ma con questa storia del referendum vi siete giocati i miei ultimi crediti . I tempi del referendum sono notoriamente biblici . La storia ci insegna che ormai saranno una ventina i referendum richiesti con tutte le caratteristiche richieste che giacciono nei cassetti del ministro competente . Promuovere un referendum contro un decreto legge che tra 60 giorni potrebbe essere fatto decadere , a favore di un altro che apporti poche o molte differenza mi sembra una cosa da stupidì ! Ho la stessa sensazione che ho avuto seguendo l’iperbole dei 5 stelle . Cambiare tutto per non cambiare nulla ! Per me Byoblu finisce qui
Andrea Cogo
Sta per partire Coordinamento Green Pass Fabbriche. 347 3076527 https://t.me/joinchat/zv8P1mmJAnNjYzRk
Ma non ha senso..anche numericamente siamo di meno..è il fatto che Scansi è quasi tutte le TV lo approvino per me è abbastanza !👎🏻👎🏻👎🏻👎🏻👎🏻👎🏻👎🏻👎🏻
Andrea
Questo referendum è un autogol colossale. Il fatto che i media mainstream (che da un anno e mezzo ignorano di proposito i dissenzienti della versione ufficiale) stiano dando molto risalto alla cosa, basta e avanza a far sentire puzza di fregatura da mille chilometri di distanza. Svegliaaaaaaa! Tra l'altro qualcuno dei favorevoli al referendum dovrebbe spiegarmi perché si chiede l'abolizione di alcuni decreti, ma non dell'ultimo che è quello più infame ed istituisce l'obbligo a tutti i lavoratori.
Graziano
Allora non avete capito?
Il referendum NON LO VOGLIAMO!!!!
Paola
Pessima iniziativa questa del referendum. Ora ci tocca convincere anche quelli della nostra parte a non cadere nella trappola di firmare. Non ho parole, Claudio per favore apri gli occhi!
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