REFERENDUM PER LA LEGALIZZAZIONE DEL FINE VITA. L’ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI NELLE CITTÀ ITALIANE
Quello del fine vita è un tema molto delicato e della sua legalizzazione si parla da anni, soprattutto a seguito di fatti di cronaca eclatanti come il caso Englaro o Dj Fabo. A chi spetta arrogarsi il diritto di scegliere della vita o della morte di un altro? Ed è giusto che l’individuo abbia la facoltà di scegliere come andarsene da questo mondo, se le condizioni di vita non sono accettabili? Dall’altra parte però c’è chi sostiene che l’eutanasia in realtà nasconda in sé il germe dell’utilitarismo: un malato costa, non solo al privato ma anche al pubblico. Prendersene cura può diventare un peso e lasciare andare è forse la scelta meno onerosa dal punto di vista pratico.
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Inoltre, se non avessimo il diritto di toglierci la vita, mettiamo che si possa applicare l'ibernazione a tutti per mantenerli in vita: si dovrebbe essere obbligati a farsi ibernare a prescindere dalla stasi eterna.
Nessun trattamento sanitario può essere imposto, anche nel caso in cui salvi davvero la vita, e dovrebbe essere così in ogni stato. Rifiutarlo, in alcuni casi, significa suicidarsi. Ed è giusto poter avere questa scelta.
Sono d'accordo che non possono essere altri a decidere della vita di un individuo. Un coma può essere utile ai corpi non materiali di una persona, e vi assicuro che non è religione o tradizione popolare. Casomai non si devono usare forzature farmacologiche o tecnologiche per trattenere in vita un individuo, o si ricadrebbe nell'obbligo di ibernazione.