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Avv. Mori, bisogna osservare e far osservare una legge ordinaria dello stato come il decreto legislativo n.1 del 2018 che fissa al 31 gennaio il termine massimo dell'emergenza di 24 mesi o un decreto legge che se ne fotte della legge suddetta e proroga al 31 marzo il termone dell'emergenza salvo ulteriori proroghe?
Un ristoratore, un barista od un fornitore di servizi alimentari, (teniamo conto di questa categoria perché la conosco bene) quindi servizio primario, il quale Come previsto dal TULPS in base all'art. 86, ha l' OBBLIGO di fornire il servizio a chiunque ne corrisponda il valore corrispettivo.
Quale prescrizione assoluta, primaria e vitale per permettere la partenza ed il proseguimento dell'attività è OBBLIGO previsto dallo stesso TULPS, quindi richiesto dal comune di appartenenza ovvero dal SINDACO:
IL TITOLARE DELL'ATTIVITÀ O AMMINISTRATORE DELLA SOCIETÀ DI CAPITALI O TUTTI I SOCI DELLA SOCIETÀ DI PERSONE PER LA QUALE VIENE DICHIARATO L'INIZIO DI SVOLGIMENTO CON SCIA O CILA O NELLE MODALITÀ DI LEGGE PREVISTE, DICHIARA DI ESSERE IN POSSESSO DI TUTTI I REQUISITI RICHIESTI RELATIVI AI LOCALI DOVE È SVOLTA L'ATTIVITÀ.
Inoltre Deve necessariamente obbligatoriamente inconfutabilmente DICHIARARE di essere in possesso di requisiti PSICOFISICI E MORALI. Qualora si tratti di Articolo 88 del TULPS, sale bingo agenzia scommesse con bar Compro Oro, i suddetti requisiti SONO CERTIFICATI DALLA QUESTURA DI COMPETENZA.
Tenendo conto che per i titolari sussiste l'obbligo di fornire il servizio, se non lo fanno commettono un reato o un illecito. Discriminare i clienti diventa Apartheid credo sia un reato. Lo stesso titolare può essere accusato di favorire la discriminazione.
Concludendo: Il proprietario che non fornisce il servizio per il quale ha l'obbligo in base alla legge in corso legittimata dalla costituzione, commette un reato la situazione si aggrava poiché discrimina clienti, basandosi su una legittimità incostituzionale, di conseguenza un secondo reato di apartheid, sottoponendo l'attenzione di come questo individuo svolge la sua attività al sindaco, non credo ci sia nemmeno bisogno di una sentenza perché solo la discriminazione ne fa DECADERE i REQUISITI MORALI. Di conseguenza il sindaco come minimo deve imporre una pena amministrativa di chiusura incondizionata.
Ci sono anche sindaci che ragionano Loris l'ex sindaco di Resana è un numero uno non sarebbe difficile partire da qua
Lo sto facendo come pubblicità per ringraziare il dottor @lewiswilly per aver aiutato la mia famiglia, i miei amici e me stesso ad evitare questo vaccino mortale Lo consiglio a tutti voi all'inizio dubitavo che fosse molto affidabile e sarete soddisfatti in sicurezza contattatelo e pubblicizzatelo anche per evitare questa morte @lewiswilly🙏 canale: https://t.me/passsanitvaccgreenpass https://t.me/lewiswilly
Come se non bastasse ,i PARACULI si mettono al riparo:ho visto sul canale reporter Sorrento un messaggio,consigliano di depositare la denuncia alla procura e NON dai carabinieri
Docteur1
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ho un quesito per l'avvocato Mori.
Un ristoratore, un barista od un fornitore di servizi alimentari, (teniamo conto di questa categoria perché la conosco bene) quindi servizio primario, il quale Come previsto dal TULPS in base all'art. 86, ha l' OBBLIGO di fornire il servizio a chiunque ne corrisponda il valore corrispettivo.
Quale prescrizione assoluta, primaria e vitale per permettere la partenza ed il proseguimento dell'attività è OBBLIGO previsto dallo stesso TULPS, quindi richiesto dal comune di appartenenza ovvero dal SINDACO:
IL TITOLARE DELL'ATTIVITÀ O AMMINISTRATORE DELLA SOCIETÀ DI CAPITALI O TUTTI I SOCI DELLA SOCIETÀ DI PERSONE PER LA QUALE VIENE DICHIARATO L'INIZIO DI SVOLGIMENTO CON SCIA O CILA O NELLE MODALITÀ DI LEGGE PREVISTE, DICHIARA DI ESSERE IN POSSESSO DI TUTTI I REQUISITI RICHIESTI RELATIVI AI LOCALI DOVE È SVOLTA L'ATTIVITÀ.
Inoltre Deve necessariamente obbligatoriamente inconfutabilmente DICHIARARE di essere in possesso di requisiti PSICOFISICI E MORALI.
Qualora si tratti di Articolo 88 del TULPS, sale bingo agenzia scommesse con bar Compro Oro, i suddetti requisiti SONO CERTIFICATI DALLA QUESTURA DI COMPETENZA.
Tenendo conto che per i titolari sussiste l'obbligo di fornire il servizio, se non lo fanno commettono un reato o un illecito. Discriminare i clienti diventa Apartheid credo sia un reato.
Lo stesso titolare può essere accusato di favorire la discriminazione.
Concludendo:
Il proprietario che non fornisce il servizio per il quale ha l'obbligo in base alla legge in corso legittimata dalla costituzione, commette un reato la situazione si aggrava poiché discrimina clienti, basandosi su una legittimità incostituzionale, di conseguenza un secondo reato di apartheid, sottoponendo l'attenzione di come questo individuo svolge la sua attività al sindaco, non credo ci sia nemmeno bisogno di una sentenza perché solo la discriminazione ne fa DECADERE i REQUISITI MORALI.
Di conseguenza il sindaco come minimo deve imporre una pena amministrativa di chiusura incondizionata.
Ci sono anche sindaci che ragionano Loris l'ex sindaco di Resana è un numero uno non sarebbe difficile partire da qua
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