Spartirsi il bottino Il 18 giugno, il quotidiano conservatore The Jerusalem Post, in una lettera aperta a Donald Trump, lo esortava: “Creare una coalizione in Medio Oriente per la spartizione dell’Iran e incoraggiare piani a lungo termine per un Iran federalizzato o diviso”. Questo per dare l’idea di che cosa frulla per la testa dei sionisti, altro che la fiaba della bomba iraniana: spartirsi l’Iran e le sue risorse, prendere il controllo diretto dello Stretto di Hormuz – attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale – e di un bel pacchetto di forniture alla Cina.
C'è da credere che gli andrà dura, sempre più dura agli ormai non più soli dominatori del mondo a cercare di imporre e reimporre, in mille modi, il loro comando unico su una umanità che sta dimostrando di riuscire sempre più efficacemente a difendere gli interessi dei diversi suoi popoli.
Va notata la notevole discrepanza tra quello che frulla in testa agli Anglosionisti e quello che possono e riescono effettivamente a realizzare. Infatti gli hanno lasciato prendere la Siria perché col senno di poi si capisce che non conta un piffero ed è come buttare soldi nel cesso.