REFERENDUM NO GREEN PASS: gli organizzatori rispondono ai dubbi
In risposta ai numerosi dubbi sollevati circa l'opportunità di firmare per l'istituzione di un referendum per l'abrogazione del Green Pass, di cui Byoblu ha dato ampiamente conto tra ieri e oggi con un ciclo di sei interviste, gli organizzatori hanno chiesto di diffondere questo testo, che spiega la ragione che li ha spinti a lanciare la raccolta firme. Byoblu ve lo propone, come utile contributo al dibattito.
https://go.byoblu.com/ReferendumGreenPassDubbi
Sono invece estremamente favorevole all’idea dello sciopero totale ma non solo contro il green pass, bensì contro l’attuale governo e contro l’attuale presidente della repubblica.
Se volete fare un referendum, l’attuale situazione ci ha dimostrato in maniera plateale come il presidente della repubblica non debba essere nominato dal parlamento.
In Italia fare un referendum abrogativo del green pass è pericolosissimo!!! È un modo per renderlo definitivo!!! Chi parlerà in tv contro il green pass? Paragone? Giordana? Come saranno ridicolizzati ? Il green pass va tolto in forma di diritto, perché è illegale. Chi raccoglie firme per il referendum o è pazzo o è in malafede! Facciamo attenzione ai trappoloni
Pensate davvero che si possa vincere un referendum? Cioè raggiungere il 51% è una trappola abbastanza banale per rendere questo strumento di controllo obbligatorio! Dissuadete tutti!
Cioè, nel resto d'Europa il Green Pass, i giudici, lo considerano discriminatorio se per la sua mancanza non ti è permesso andare al centro commerciale. E lo sospendono.
In Italia, per la sua mancanza ti proibiscono di lavorare e non c'è un giudice che lo ritiene discriminatorio?!?
In tutta Europa è considerato illegittimo e discriminatorio l'attuale utilizzo del Green Pass italiano nella sua forma espansa, chi ha atteggiamenti discriminatori o li permette mancando di esplicare la sua funzione di tutela, deve essere condannato.
Allora a questo punto, evitiamo il referendum, vista la posizione degli stati membri e dell'Unione Europea, inviamo ricorsi direttamente alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) che ha il compito di interpretare il diritto dell'UE per garantire che sia applicato allo stesso modo in tutti gli Stati membri e dirime le controversie giuridiche tra governi nazionali e istituzioni dell'UE.
Può essere adita, in talune circostanze, anche da singoli cittadini, imprese o organizzazioni allo scopo di intraprendere un'azione legale contro un'istituzione dell'UE qualora ritengano che abbia in qualche modo violato i loro diritti.
Chi pone al centro del proprio programma la tutela della salute e il principio di autodeterminazione e del rispetto dell'essere umano, si dichiara contrario al referendum abrogativo del green pass, proposto in questi giorni da un gruppo di professori e avvocati.
Riteniamo infatti che la scelta di abolire il green pass senza prevedere nello stesso tempo l'abolizione dell'obbligo vaccinale per sanitari e bambini, sia una scelta miope e pericolosa.
Le condizioni politiche attuali, rimanendo l’obbligo vaccinale, farebbero ricadere la scelta di libertà inviolabili, quali diritti inalienabili di ogni essere umano, a una votazione privata della necessaria libertà di espressione, di confronto scientifico e di libera discussione sulle cause delle scelte politiche effettuate.
Il certificato verde che si vuole abrogare poggia su premesse false: che le persone vaccinate siano immunizzate e non contagiose e che i tamponi siano uno strumento diagnostico affidabile e non lesivo per la salute. Il referendum non prenderebbe nella dovuta considerazione queste premesse che appartengono a una propaganda che ha utilizzato paura e ricatti per insinuarsi nelle menti dei cittadini italiani.
Le libertà che vengono limitate dal green pass, scardinando il diritto al lavoro, allo studio, alla libera circolazione, al libero pensiero, che sono i veri capisaldi di una reale democrazia devono essere difese strenuamente e conquistate nuovamente in nome della verità.
E' necessario sgombrare il campo da obblighi, ricatti e pressioni, ridare valore alla ricerca scientifica e alla dignità umana.
Tutto ciò non può essere soggetto a referendum;
Oltre alle questioni di principio sul piano pratico, aggiungiamo che per indire un referendum i tempi sono assai più lunghi di quello che richiede l'attuale emergenza democratica.
Chi propone il referendum sul green pass è l'utile oppositore funzionale al sistema affinché passi il tempo e nulla si risolva.
Chi propone il referendum sul green pass porta le persone al triste pascolo della delusione.
Contro una politica farlocca, una politica corrotta e mafiosa, una politica delinquenziale, una politica incoerente ed assassina.
Se uno di questi tentativi andrà in porto, il problema potrebbe dirsi, ottimisticamente, risolto “alla radice”. Se, invece, tutti questi tentativi dovessero fallire, il referendum abrogativo dell’aprile 2022 costituirà davvero l’ultima chance per chi, come noi, intende opporsi ad un odioso strumento di discriminazione personale e sociale.
Per allora, gli italiani avranno vissuto un nuovo anno di torture, avranno testato il fallimento del Green Pass come strumento di limitazione dei contagi e non ne potranno più di portare al collo un cappio che si stringe e si allarga a piacimento di un Governo privo di qualsivoglia legittimazione popolare: fatti, questi, che potrebbero far crescere il fronte del no al Green Pass e determinare un'ampia partecipazione popolare al voto referendario.
Se anche il referendum fallirà, le avremo davvero tentate tutte e non avremo perso niente; ma se il referendum avrà successo, sarà perché abbiamo piantato oggi i semi di quel successo.
La vera sfida è riuscire a raccogliere in un lasso di tempo molto breve le firme necessarie: i numeri ci sono, ce lo confermano i gruppi con cui siamo in contatto, le piazze che continuano a riempirsi, gli studenti che iniziano ad alzare la testa, le offerte di collaborazione dei tanti che vogliono aiutarci, ciascuno nella propria città. Certo, i tempi sono stretti, ma occorre comunque tentare.
E, a questo riguardo, valga un’ultima osservazione, che intende rispondere anche ad altre critiche. Perché proporre il referendum ora e non dopo, tenuto anche conto dei possibili, ulteriori provvedimenti che il Governo potrebbe adottare (come, ad esempio, quelli sull’obbligo vaccinale)? Semplice. Perché dopo non sarà possibile: a causa delle scadenze incrociate derivanti dalla normativa referendaria e dalla scadenza della legislatura, infatti, non sarà più possibile presentare proposte referendarie fino alla metà del 2024.
Pertanto, a chi parla di rischi connessi all’iniziativa referendaria rispondiamo semplicemente che l’unico modo per non correre rischi è sedersi a braccia incrociate e adeguarsi alle disposizioni governative, proprio mentre le si giudica illegittime e proprio quando è il momento di lanciare un segnale chiaro e forte al Governo e allo Stato.
E che i cittadini avallano questo odioso strumento di discriminazione proprio nel momento in cui si servono del Green Pass, non quando lo contestano.
Ecco perché ci stiamo provando, qui e ora; ecco perché ci serve anche l’aiuto di quanti contestano il Green Pass.
Olga Milanese, Luca Marini, Francesco Benozzo
https://t.me/inconsapevoliaddormentati/916
NKN FIRMIAMO LA NOSTRA CONDANNA A MORTE