REFERENDUM NO GREEN PASS: gli organizzatori rispondono ai dubbi

In risposta ai numerosi dubbi sollevati circa l'opportunità di firmare per l'istituzione di un referendum per l'abrogazione del Green Pass, di cui Byoblu ha dato ampiamente conto tra ieri e oggi con un ciclo di sei interviste, gli organizzatori hanno chiesto di diffondere questo testo, che spiega la ragione che li ha spinti a lanciare la raccolta firme. Byoblu ve lo propone, come utile contributo al dibattito.

https://go.byoblu.com/ReferendumGreenPassDubbi

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secondo me è una cavolata. vi metteranno una pressione pazzesca al primo errore vi ridicolizzeranno e vi cacceranno dagli studi per poi dimenticarsene. i referendum in italia sono solo soldi buttati non servono a niente
Ida D’ONOFRIO
Art.38 legge legge 352 del 23 maggio 1970. 38. - Nel caso che il risultato del referendum sia contrario all'abrogazione di una legge, o di un atto avente forza di legge, o di singole disposizioni di essi, ne è data notizia e non può proporsi richiesta di referendum per l'abrogazione della medesima legge, o atto avente forza di legge, o delle disposizioni suddette, fermo il disposto dell'articolo 31, prima che siano trascorsi cinque anni.
Ida D’ONOFRIO
Se si perde per 5 anni non si può più modificarla!!!!
Ida D’ONOFRIO
Attenzione
Annamaria
Condividiamo questo post del Dr. Leopoldo Salmaso: Nella Storia della Repubblica Italiana, finali dei Mondiali ed Europei di calcio a parte, non abbiamo mai avuto una data precisa, un singolo giorno esatto in cui siamo stati veramente uniti come Popolo, come Nazione, come gruppo di esseri umani che si riconosce in un’unica lingua e bandiera, il Tricolore. ADESSO CE L’ABBIAMO. È IL 15 OTTOBRE 2021. Non dobbiamo fare nulla. Anzi, dobbiamo fare esattamente quello in cui siamo più bravi quando si tratta di far valere i nostri diritti, e cioè Niente! Dobbiamo semplicemente fare spontaneamente quello che ci è stato imposto per quasi 3 mesi da Marzo a Maggio 2020 e, per più lunghi periodi, per molte attività, tra il 2020 ed il 2021: DOBBIAMO NON ANDARE A LAVORARE, L’ITALIA SI DEVE PARALIZZARE TUTTA, DA NORD A SUD. Dal panettiere all’idraulico, dal supermercato all’industria di automobili, dal Centro Commerciale alla catena di Fast food, dal ferroviere al poliziotto, dall’insegnante all’impiegato comunale. Non si va da nessuna parte, non si esce a fare nulla, non si compra nulla, non si fa benzina, non si acquistano tabacchi e alcolici (monopoli di Stato), ce ne stiamo a casa (quella casa che vogliono tassare ulteriormente con la riforma del catasto e con l’introduzione dell’Imu, sì anche sulla prima casa!) a goderci un giorno in famiglia, è un venerdì, si fa un bel fine settimana lungo. A Lavorare devono andare solo coloro ai quali il Green Pass non viene chiesto, mi pare siano esclusivamente i parlamentari, che votano leggi (giuste o sbagliate che siano) per gli altri, ma non per se stessi. Per rispetto del popolo, e per non colpirlo ulteriormente più di quanto non lo sia stato già, solo i servizi sanitari indifferibili devono essere garantiti, pronto soccorso, interventi urgenti salvavita e quant’altro riterrete opportuno. Si chiama resistenza non violenta, è una pratica per raggiungere degli obiettivi per mezzo di proteste simboliche, disobbedienza civile, non-cooperazione economica o politica, e altri metodi, senza l’uso della violenza. L’articolo 1 della nostra Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” Non c’è scritto: “l’Italia è una Repubblica fondata sulla dimostrazione di aver fatto un tampone o una terapia farmacologica per poter lavorare”. Capisco che, quasi certamente, questa iniziativa può non interessare a tutti, ci sono molti che sono convinti della bontà di questo, come di tanti altri provvedimenti presi da questo Governo, nel quale chiunque di noi, non affetto dalla sindrome del pesce rosso, farebbe fatica a riconoscersi, andando a guardare l’esito delle urne del 2018, non trent’anni fa, appena 3 anni fa! Andare in piazza a manifestare è bello, fantastico, meraviglioso, ma non serve a nulla, ci fanno il trafiletto di giornale, il servizio con le inquadrature strette al Tg, intervistano lo smidollato di turno e tutto finisce lì. Men che meno serve andare a scontrarsi con la polizia ed i carabinieri, padri di famiglia che fanno il proprio lavoro per un pezzo di pane, mettendosi di traverso tra il Popolo e gli Aguzzini. Quindi non resta altro che lo Sciopero Bianco. Se l’idea vi aggrada aiutatemi a condividerla, non si sa mai salti fuori qualcosa di buono il tempo per organizzarci c’è tutto). Ovviamente lo sciopero bianco continua, come a braccio di ferro, fino a che il Governo non si piega, altrimenti non abbiamo fatto nulla. IL 15 OTTOBRE INTANTO SI INIZIA. https://t.me/novacciniogm
Il problema è che chi si fermerà il 15 ottobre lo potrà fare solo se libero e indipendente dal lavoro che fa. Quanti sono coloro che sono disposti a perdere il proprio lavoro e finire sotto un ponte e con debiti? Io sono contadino e non ho padroni, né dipendenti se non lavoro allo stato non gliene può fregare di meno, tanti i prodotti agricoli li importa...
Il 15 ottobre secondo l'articolo 10 comma 3 del regolamento europeo 953/2021 solo l'autorità aeroportuale e polizia di frontiera può chiedervi il lasciapassare...quindi in sostanza il 15 ottobre ce ne andremo al lavoro come tutti gli altri giorni sapendo che queste autorità potranno controllare certe cose alla frontiera o in aereoporto.
Marco
In Francia, secondo i giudici, l'obbligo del pass sanitario è discriminatorio perché impedisce ad alcune categorie di persone l'accesso a beni e servizi essenziali, come quelli forniti dai supermercati. Il certificato resta, invece, obbligatorio in tutti gli altri luoghi dove si applica dal 9 agosto: ristoranti, bar, cinema, treni a lunga percorrenza.

Cioè, nel resto d'Europa il Green Pass, i giudici, lo considerano discriminatorio se per la sua mancanza non ti è permesso andare al centro commerciale. E lo sospendono.

In Italia, per la sua mancanza ti proibiscono di lavorare e non c'è un giudice che lo ritiene discriminatorio?!?

In tutta Europa è considerato illegittimo e discriminatorio l'attuale utilizzo del Green Pass italiano nella sua forma espansa, chi ha atteggiamenti discriminatori o li permette mancando di esplicare la sua funzione di tutela, deve essere condannato.

Allora a questo punto, evitiamo il referendum, vista la posizione degli stati membri e dell'Unione Europea, inviamo ricorsi direttamente alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) che ha il compito di interpretare il diritto dell'UE per garantire che sia applicato allo stesso modo in tutti gli Stati membri e dirime le controversie giuridiche tra governi nazionali e istituzioni dell'UE.

Può essere adita, in talune circostanze, anche da singoli cittadini, imprese o organizzazioni allo scopo di intraprendere un'azione legale contro un'istituzione dell'UE qualora ritengano che abbia in qualche modo violato i loro diritti.
𝓘𝓿𝓪𝓷 🇮🇹
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IVAN tutti ormai siamo legati a Soros, Rootschild e a NWO, pensate realmente che il vostro lavoro o il vostro patrimonio sia scollegato?sono mecenati e filantropi che fanno girare il mondo come vogliono.
No al green pass e no al referendum sul green pass

Chi pone al centro del proprio programma la tutela della salute e il principio di autodeterminazione e del rispetto dell'essere umano, si dichiara contrario al referendum abrogativo del green pass, proposto in questi giorni da un gruppo di professori e avvocati.
Riteniamo infatti che la scelta di abolire il green pass senza prevedere nello stesso tempo l'abolizione dell'obbligo vaccinale per sanitari e bambini, sia una scelta miope e pericolosa.

Le condizioni politiche attuali, rimanendo l’obbligo vaccinale, farebbero ricadere la scelta di libertà inviolabili, quali diritti inalienabili di ogni essere umano, a una votazione privata della necessaria libertà di espressione, di confronto scientifico e di libera discussione sulle cause delle scelte politiche effettuate.

Il certificato verde che si vuole abrogare poggia su premesse false: che le persone vaccinate siano immunizzate e non contagiose e che i tamponi siano uno strumento diagnostico affidabile e non lesivo per la salute. Il referendum non prenderebbe nella dovuta considerazione queste premesse che appartengono a una propaganda che ha utilizzato paura e ricatti per insinuarsi nelle menti dei cittadini italiani.

Le libertà che vengono limitate dal green pass, scardinando il diritto al lavoro, allo studio, alla libera circolazione, al libero pensiero, che sono i veri capisaldi di una reale democrazia devono essere difese strenuamente e conquistate nuovamente in nome della verità.
E' necessario sgombrare il campo da obblighi, ricatti e pressioni, ridare valore alla ricerca scientifica e alla dignità umana.
Tutto ciò non può essere soggetto a referendum;

Oltre alle questioni di principio sul piano pratico, aggiungiamo che per indire un referendum i tempi sono assai più lunghi di quello che richiede l'attuale emergenza democratica.
Chi propone il referendum sul green pass è l'utile oppositore funzionale al sistema affinché passi il tempo e nulla si risolva.
Chi propone il referendum sul green pass porta le persone al triste pascolo della delusione.

Contro una politica farlocca, una politica corrotta e mafiosa, una politica delinquenziale, una politica incoerente ed assassina.
Se riusciremo a raccogliere le firme necessarie per andare alle urne, ciò non avverrebbe comunque prima dell’aprile 2022. Può sembrare un’attesa lunga, in cui ciascuno di noi sarà chiamato a resistere e ad agire nei modi più lucidi e consapevoli; ma nel frattempo il Comitato organizzativo avrà studiato altre azioni, quali i ricorsi in sede giudiziaria, anche internazionale, oltre a quelle iniziative di dialogo “politico” che normalmente dovrebbero intercorrere tra i cittadini e i loro rappresentanti.



Se uno di questi tentativi andrà in porto, il problema potrebbe dirsi, ottimisticamente, risolto “alla radice”. Se, invece, tutti questi tentativi dovessero fallire, il referendum abrogativo dell’aprile 2022 costituirà davvero l’ultima chance per chi, come noi, intende opporsi ad un odioso strumento di discriminazione personale e sociale. 



Per allora, gli italiani avranno vissuto un nuovo anno di torture, avranno testato il fallimento del Green Pass come strumento di limitazione dei contagi e non ne potranno più di portare al collo un cappio che si stringe e si allarga a piacimento di un Governo privo di qualsivoglia legittimazione popolare: fatti, questi, che potrebbero far crescere il fronte del no al Green Pass e determinare un'ampia partecipazione popolare al voto referendario.



Se anche il referendum fallirà, le avremo davvero tentate tutte e non avremo perso niente; ma se il referendum avrà successo, sarà perché abbiamo piantato oggi i semi di quel successo.



La vera sfida è riuscire a raccogliere in un lasso di tempo molto breve le firme necessarie: i numeri ci sono, ce lo confermano i gruppi con cui siamo in contatto, le piazze che continuano a riempirsi, gli studenti che iniziano ad alzare la testa, le offerte di collaborazione dei tanti che vogliono aiutarci, ciascuno nella propria città. Certo, i tempi sono stretti, ma occorre comunque tentare.



E, a questo riguardo, valga un’ultima osservazione, che intende rispondere anche ad altre critiche. Perché proporre il referendum ora e non dopo, tenuto anche conto dei possibili, ulteriori provvedimenti che il Governo potrebbe adottare (come, ad esempio, quelli sull’obbligo vaccinale)? Semplice. Perché dopo non sarà possibile: a causa delle scadenze incrociate derivanti dalla normativa referendaria e dalla scadenza della legislatura, infatti, non sarà più possibile presentare proposte referendarie fino alla metà del 2024.



Pertanto, a chi parla di rischi connessi all’iniziativa referendaria rispondiamo semplicemente che l’unico modo per non correre rischi è sedersi a braccia incrociate e adeguarsi alle disposizioni governative, proprio mentre le si giudica illegittime e proprio quando è il momento di lanciare un segnale chiaro e forte al Governo e allo Stato.



E che i cittadini avallano questo odioso strumento di discriminazione proprio nel momento in cui si servono del Green Pass, non quando lo contestano.



Ecco perché ci stiamo provando, qui e ora; ecco perché ci serve anche l’aiuto di quanti contestano il Green Pass.



Olga Milanese, Luca Marini, Francesco Benozzo
Alessandro
Non fate sta cazzata!!!! Non fate il loro gioco. Troppe, ripeto troppe, pecore in Italia.
Pio
No al green pass e no al referendum sul green pass Chi pone al centro del proprio programma la tutela della salute e il principio di autodeterminazione e del rispetto dell'essere umano, si dichiara contrario al referendum abrogativo del green pass, proposto in questi giorni da un gruppo di professori e avvocati. Riteniamo infatti che la scelta di abolire il green pass senza prevedere nello stesso tempo l'abolizione dell'obbligo vaccinale per sanitari e bambini, sia una scelta miope e pericolosa. Le condizioni politiche attuali, rimanendo l’obbligo vaccinale, farebbero ricadere la scelta di libertà inviolabili, quali diritti inalienabili di ogni essere umano, a una votazione privata della necessaria libertà di espressione, di confronto scientifico e di libera discussione sulle cause delle scelte politiche effettuate. Il certificato verde che si vuole abrogare poggia su premesse false: che le persone vaccinate siano immunizzate e non contagiose e che i tamponi siano uno strumento diagnostico affidabile e non lesivo per la salute. Il referendum non prenderebbe nella dovuta considerazione queste premesse che appartengono a una propaganda che ha utilizzato paura e ricatti per insinuarsi nelle menti dei cittadini italiani. Le libertà che vengono limitate dal green pass, scardinando il diritto al lavoro, allo studio, alla libera circolazione, al libero pensiero, che sono i veri capisaldi di una reale democrazia devono essere difese strenuamente e conquistate nuovamente in nome della verità. E' necessario sgombrare il campo da obblighi, ricatti e pressioni, ridare valore alla ricerca scientifica e alla dignità umana. Tutto ciò non può essere soggetto a referendum; Oltre alle questioni di principio sul piano pratico, aggiungiamo che per indire un referendum i tempi sono assai più lunghi di quello che richiede l'attuale emergenza democratica. Chi propone il referendum sul green pass è l'utile oppositore funzionale al sistema affinché passi il tempo e nulla si risolva. Chi propone il referendum sul green pass porta le persone al triste pascolo della delusione. Contro una politica farlocca, una politica corrotta e mafiosa, una politica delinquenziale, una politica incoerente ed assassina.
Tutte cose che ormai sappiamo da mesi, ma come vedi, chi la pensa come te dovrà vaccinarsi per vivere.
Non ha senso il referendum sul green pass che è di per sé anticostituzionale. Un eventuale referendum di questo tipo darebbe un'ulteriore legittimità fasulla a un qualcosa che non ne ha assolutamente. Un referendum sul green pass sortisce lo stesso effetto dell'obbedienza supina da parte dei lobotomizzati che rispettano scrupolosamente tutte le restrizioni imposte da quasi 2 anni, che sono tutte autolesive e non servono a tutelare la salute, servono semmai a danneggiare l'economia e a distruggere la vita delle persone. Restrizioni imposte da un governo criminale, a cominciare da Mattarella che lo ha permesso, da Draghi che non risponde al popolo bensì a poteri oscuri transnazionali,che con la scusa di un virus ha preso i pieni poteri come un dittatore, mai successo in tutta la storia. Neanche Mussolini era arrivato a tanto, che anzi ha fatto certamente qualcosa di buono, come la nazionalizzazione della banca d'Italia.
Occhio, che è una trappola, un'arma a doppio taglio, se vince il sì al lasciapassare ce lo teniamo per altri 5 anni, informatevi e leggete anche queste info che ho trovato su altri canali:
https://t.me/inconsapevoliaddormentati/916
Il 15 ottobre non presenterò l'infame marchio verde per lavorare. Blocchiamo il paese, cacciamo il regime!
Chi ha partorito questo folle disegno referendario è secondo me al soldo del sistema perché un referendum perso in partenza su un decreto illegittimo e che quindi lo assolve come legale e con un futuro sicuro risultato di perdita schiacciante a favore del pass non può essere partorito da chi è veramente contro di esso. Dopo referendum con vittoria sicura a favore del pass dato l'alto numero dei vaxxinati darebbe giustificazione assoluta del pass voluta dal popolo stesso senza più possibilità di liberarcene x k prossimi 10 anni: il governo sarebbe assolto in pieno perché a tal punto autorizzato dal popolo a dire: è il popolo che lo chiede. Per 0i vaxxinati il.pass è stupidamente simbolo di libertà
NKN FIRMIAMO LA NOSTRA CONDANNA A MORTE
Sono cittadini anche quelli che dissentono dall'iniziativa referendaria. Un governo che ha calpestato ogni norma costituzionale, che con la compiacenza dei media ha diffuso falsità giorno dopo giorno,non rispetterà le regole dell'egualitario dibattito. Se anche vincesse il no, rispetterebbero l'esito? Perché non utilizzare questi mesi per organizzare il mutuo soccorso, informazione e formazione? l'Italia è inserita in un contesto internazionale. Siamo sicuri che questi tiranni non siano giganti dai piedi d'argilla?
No al referendum sul green pass la nostra libertà è sancita già dalla costituzione facciamo fallire i loro sporchi piani non cedere al ricatto
Satoru gojo
No referendum, è un “cavallo di Troia” per instaurare la dittatura sanitaria.
Vincenzo G.
Il 15 ottobre non presenterò l'infame marchio verde per lavorare. Blocchiamo il paese, cacciamo il regime!
ma infatti l'articolo 10 comma 3 del regolamento europeo 953/2021 parla chiaro, tutti dovrebbero rifiutarsi di presentare un lasciapassare. Nel caso chiamate le forze dell'ordine se insistono col controllo.
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