REFERENDUM NO GREEN PASS: gli organizzatori rispondono ai dubbi
In risposta ai numerosi dubbi sollevati circa l'opportunità di firmare per l'istituzione di un referendum per l'abrogazione del Green Pass, di cui Byoblu ha dato ampiamente conto tra ieri e oggi con un ciclo di sei interviste, gli organizzatori hanno chiesto di diffondere questo testo, che spiega la ragione che li ha spinti a lanciare la raccolta firme. Byoblu ve lo propone, come utile contributo al dibattito.
https://go.byoblu.com/ReferendumGreenPassDubbi
Chi pone al centro del proprio programma la tutela della salute e il principio di autodeterminazione e del rispetto dell'essere umano, si dichiara contrario al referendum abrogativo del green pass, proposto in questi giorni da un gruppo di professori e avvocati.
Riteniamo infatti che la scelta di abolire il green pass senza prevedere nello stesso tempo l'abolizione dell'obbligo vaccinale per sanitari e bambini, sia una scelta miope e pericolosa.
Le condizioni politiche attuali, rimanendo l’obbligo vaccinale, farebbero ricadere la scelta di libertà inviolabili, quali diritti inalienabili di ogni essere umano, a una votazione privata della necessaria libertà di espressione, di confronto scientifico e di libera discussione sulle cause delle scelte politiche effettuate.
Il certificato verde che si vuole abrogare poggia su premesse false: che le persone vaccinate siano immunizzate e non contagiose e che i tamponi siano uno strumento diagnostico affidabile e non lesivo per la salute. Il referendum non prenderebbe nella dovuta considerazione queste premesse che appartengono a una propaganda che ha utilizzato paura e ricatti per insinuarsi nelle menti dei cittadini italiani.
Le libertà che vengono limitate dal green pass, scardinando il diritto al lavoro, allo studio, alla libera circolazione, al libero pensiero, che sono i veri capisaldi di una reale democrazia devono essere difese strenuamente e conquistate nuovamente in nome della verità.
E' necessario sgombrare il campo da obblighi, ricatti e pressioni, ridare valore alla ricerca scientifica e alla dignità umana.
Tutto ciò non può essere soggetto a referendum;
Oltre alle questioni di principio sul piano pratico, aggiungiamo che per indire un referendum i tempi sono assai più lunghi di quello che richiede l'attuale emergenza democratica.
Chi propone il referendum sul green pass è l'utile oppositore funzionale al sistema affinché passi il tempo e nulla si risolva.
Chi propone il referendum sul green pass porta le persone al triste pascolo della delusione.
Contro una politica farlocca, una politica corrotta e mafiosa, una politica delinquenziale, una politica incoerente ed assassina.
Se uno di questi tentativi andrà in porto, il problema potrebbe dirsi, ottimisticamente, risolto “alla radice”. Se, invece, tutti questi tentativi dovessero fallire, il referendum abrogativo dell’aprile 2022 costituirà davvero l’ultima chance per chi, come noi, intende opporsi ad un odioso strumento di discriminazione personale e sociale.
Per allora, gli italiani avranno vissuto un nuovo anno di torture, avranno testato il fallimento del Green Pass come strumento di limitazione dei contagi e non ne potranno più di portare al collo un cappio che si stringe e si allarga a piacimento di un Governo privo di qualsivoglia legittimazione popolare: fatti, questi, che potrebbero far crescere il fronte del no al Green Pass e determinare un'ampia partecipazione popolare al voto referendario.
Se anche il referendum fallirà, le avremo davvero tentate tutte e non avremo perso niente; ma se il referendum avrà successo, sarà perché abbiamo piantato oggi i semi di quel successo.
La vera sfida è riuscire a raccogliere in un lasso di tempo molto breve le firme necessarie: i numeri ci sono, ce lo confermano i gruppi con cui siamo in contatto, le piazze che continuano a riempirsi, gli studenti che iniziano ad alzare la testa, le offerte di collaborazione dei tanti che vogliono aiutarci, ciascuno nella propria città. Certo, i tempi sono stretti, ma occorre comunque tentare.
E, a questo riguardo, valga un’ultima osservazione, che intende rispondere anche ad altre critiche. Perché proporre il referendum ora e non dopo, tenuto anche conto dei possibili, ulteriori provvedimenti che il Governo potrebbe adottare (come, ad esempio, quelli sull’obbligo vaccinale)? Semplice. Perché dopo non sarà possibile: a causa delle scadenze incrociate derivanti dalla normativa referendaria e dalla scadenza della legislatura, infatti, non sarà più possibile presentare proposte referendarie fino alla metà del 2024.
Pertanto, a chi parla di rischi connessi all’iniziativa referendaria rispondiamo semplicemente che l’unico modo per non correre rischi è sedersi a braccia incrociate e adeguarsi alle disposizioni governative, proprio mentre le si giudica illegittime e proprio quando è il momento di lanciare un segnale chiaro e forte al Governo e allo Stato.
E che i cittadini avallano questo odioso strumento di discriminazione proprio nel momento in cui si servono del Green Pass, non quando lo contestano.
Ecco perché ci stiamo provando, qui e ora; ecco perché ci serve anche l’aiuto di quanti contestano il Green Pass.
Olga Milanese, Luca Marini, Francesco Benozzo
https://t.me/inconsapevoliaddormentati/916
NKN FIRMIAMO LA NOSTRA CONDANNA A MORTE
Non mi convincono le spiegazioni e non firmo.
Rispetto alla situazione attuale abbiamo poco da perdere e raccogliendo le firme inneschiamo una grossa azione di contrasto su larga scala, nel Paese.
In parte ha ragione chi dice che votando contro dei Decreti Legge incostituzionali li legittimi; ma ora non vedo tante altre vie collettive, con la portata e risonanza di un bel Referendum.
Anche perché non si sono visti molti risultati con le cause singole e collettive degli avvocati nei tribunali ordinari nell’ultimo anno e mezzo.. i giudici e i magistrati non si espongono con sentenze contro corrente.
Se non facciamo nulla i politici vanno avanti con le restrizioni e prorogano lo stato d'emergenza a piacimento come è già avvenuto.
Sarà difficile che alla fine si voterà su questo Referendum perché i Decreti Legge sono in scadenza il 31 dicembre 2021, ma secondo me adesso comunque è importante dare un SEGNALE POLITICO POPOLARE FORTE E CONTRARIO.
Io credo che la maggior parte degli italiani vaccinati l’abbiano fatto per sé, ma non siano favorevoli ad esibire per sempre e dovunque un certificato per esistere, che traccia i propri spostamenti, aggiunge una burocrazia esistenziale continua, rompe le palle, tantomeno i tamponati.. è una roba impossibile e contro natura.
Poi tanti che si sono fatti una o due dosi non hanno voglia di continuare perché inizialmente si parlava di una dose e stop, e vedendo le reazioni avverse una buona parte inizierà ad avere dei dubbi sulla bontà dei vaccini.
Quindi non significa che il 70% dei vaccinati, automaticamente si riversi a votare a favore del GP, la maggioranza si è rotta le scatole.
Durante la campagna referendaria ci sarebbe un bel dibattito pubblico con par condicio per fare emergere bene tutte le ragioni dei "no vax" pubblicamente nelle reti dei mass media mainstream nazionali, che potrebbero far cambiare la tendenza di comunicazione attuale e idea a molti inficiando anche la prosecuzione delle vaccinazioni a favore delle cure domiciliari.
Potrebbero andare a parlare in TV medici e scienziati con ricerche ed evidenze scientifiche, tutti quelli che seguiamo in rete da un anno e mezzo che parlano contro la narrazione dominante.
Ma anche se per assurdo si votasse e perdessimo, non cambierebbe nulla, perché comunque i politicanti vanno avanti indisturbati col piano del GP senza ostacoli, è il loro obiettivo finale, quindi non lo toglieranno. Qualcuno dice che se perdi il Referendum poi resta il Green Pass fisso per anni.. ma secondo voi hanno intenzione di toglierlo?
E se perdessimo il Referendum massimo potrebbero prorogarlo fino a inizi 2023, poi comunque andremo di nuovo a votare e si spera verranno premiate le forze politiche che proporranno di toglierlo.
Altri dicono aspettiamo altri 3 mesi e poi scade l’emergenza..
Ma quando mai alla scadenza dello stato di emergenza si è abrogato tutto e siamo tornati alla vita di prima?
Persino nell'estate 2020 in assenza di casi di positivi è stato prorogato lo stato di emergenza.
Oppure dicono di aspettare metà dell’anno prossimo perché ora è troppo precoce, ma l’anno prossimo non si possono indire Referendum essendo l’anno prima delle elezioni, quindi si dovrebbe aspettare il 2024 e non avrebbe più senso fra tre anni con le politiche 2023 di mezzo.
(messaggio 1 di 2)
Comunque ormai le firme sono partite quindi se non si raggiungono le 500 mila sarà un boomerang ancora peggiore, sarà come dire che pochissimi sono contro queste misure, a nessuno interessa andare a votare perché va tutto bene così, e togliere il Green Pass non interessa a nessuno.
--> Invece in questo potenziale Referendum aggiungerei ulteriori quesiti abrogativi:
- tipo contro l’obbligo vaccinale della Lorenzin, - contro le zone colorate che impediscono di uscire da Comuni e Regioni, ecc.. in modo tale che se alcuni quesiti verranno respinti perché hanno i Decreti Legge in scadenza, altri quesiti sicuramente rimangano.
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Infine, c'è da dire che stimo e seguo tanti di questi avvocati emersi come personaggi difensori del popolo durante la pseudo "pandemia".
Ma ora che sono attendisti e si schierano contro il Referendum hanno anche un proprio conflitto d'interesse:
> tra cause individuali contro le restrizioni, cause pilota, cause collettive per studenti, insegnanti, operatori sanitari ecc.. hanno in ballo ingenti guadagni che se il Green Pass venisse abolito con un Referendum perderebbero; come avrebbero meno risonanza di fama nei vari palcoscenici web e reali in cui ultimamente vengono molto seguiti.
(messaggio 2 di 2)