Duemila anni fa c'era chi lavorava per unire i popoli e combatteva i soprusi, le ingiustizie, il potere e l'avidità del commercio finalizzato al profitto. Fu tradito dall'unico intellettuale del suo gruppo, tale Giuda. I cuori semplici sono spesso colpevolizzati. Viene loro imputato di non cogliere la complessità delle cose. Eppure, è proprio nella complessità che si nasconde bene chi cerca riparo per le sue trame oscure. Semplicità e Verità sono sorelle e si tengono per mano. Difendere gli uomini semplici è difendere la vita. Il popolo a la sovranità sono concetti semplici: rimandano a legami naturali. La finanza speculativa, gli artifici giuridici, i labirinti normativi che difendono i privilegi delle caste sono geroglifici impossibili da decifrare, alveari senza uscita, perfetti per celare l'ovvietà del sole che scalda, della pioggia che bagna, dell'amore che infonde. la complessità ha fallito. La complessità ha tradito. È venuto il tempo per l'Uomo di recuperare se stesso e il senso della vita. È giunto il momento per tutti di tornare ad essere uno. Quel giorno è oggi, quel momento è adesso.
Dialoghi tra lo psicoterapeuta Mauro Scardovelli, fondatore di UniAleph, e Claudio Messora, fondatore di Byoblu, per l'istituzione di nuovo laboratorio di pensiero che risvegli l'Uomo al suo destino.
https://go.byoblu.com/ScardovelliMessora
Un integrale è indubbiamente vero, ma il calcolo integrale non è semplice.
O meglio... E' sempre definibile semplice ciò che siamo in grado di comprendere e fare: ergo tale concetto è sempre relativo.
Sfruttare un sillogismo fallace come quello per cui "semplice" = "vero" serve solo a illudere chiunque in un dato momento non capisca una cosa, che quella cosa che non comprende è dunque falZa e pericolosa.
Cito apposta un modo di fare ironia sul web, mettendo una "Z comica" là dove sta bene
Ma ancora più comico è questo incipit.
No, non esiste un universo noto in cui "semplice" = "vero" o in cui "naturale" = "bono".
Esiste solo in chi manipola le parole per ottenere consenso
Altra caduta di stile...
Purtroppo. Deluso nuovamente.
1 Creare un senso di urgenza;
2 Raggruppare una coalizione forte;
3 Creare una visione e gli obbiettivi strategici per realizzarla;
4 Allargare la platea dei partecipanti;
5 Eliminare gli ostacoli contro il raggiungimento degli obbiettivi;
6 Generare e premiare le vittorie di breve termine;
7 Sostenere i cambiamenti vittoria dopo vittoria;
8 Consolidare il sistema articolando il cambiamento alle nuove abitudini acquisite;
Qualsiasi leader, associazione, movimento o quant'altro si prefigga di guidare un organizzazione al cambiamento non può e non deve tralasciare qualsiasi di questi 8 punti per non rischiare di fallire.
Kotter
Io credo che la ragione che ha cambiato in modo assolutamente determinante la direzione dell'umanità e quindi anche ovviamente dei singoli popoli sia stata quella che io chiamo "l'ubriacatura di energia".
Dal momento in cui è stato disponibile il petrolio si è persa la nozione spazio/temporale collettiva.
Ci si è convinti che tutto fosse possibile.
La perdita del senso di fatica ha indotto tutti a convincersi che bastava "avere idee" per vivere bene. Si è privilegiata la comodità alla dura realtà fisica.
Adesso ci si sta rendendo conto, molto lentamente ed in modo estremamente disordinato, specialmente per ragioni ambientali, che quella era una illusione.
Credo che questo sia uno dei canali che farà convergere molte persone di diversi strati economici, politici e culturali a ripensare la loro vita.
Non voglio sfruttare troppo l'attuale contingenza, ma questo teatro di cartapesta creato con questa infezione, credo che faccia riflettere molto le persone comuni.
Credo che i veri cambiamenti avvengano così, perché non se ne può fare a meno.
Chi non è "disperato" non cambia.
Chi non è disperato resta sul divano e guarda la TV.
Scusate, ma ho buttato lì delle cose.
Raccogliete, se c'è qualcosa di buono.