L’allarme di ANICAV: “Rincari fuori controllo e speculazioni interne mettono a rischio il comparto di pomodoro”

L’incremento vertiginoso dei prezzi dell’energia è quello che balza subito all’occhio. Il costo del gasolio ha fatto lievitare quello del trasporto, ma più di tutto il resto stanno causando gravi problemi i rincari esponenziali, addirittura oltre il 1000%, del gas metano, il più utilizzato negli stabilimenti di produzione delle conserve di pomodoro. E ancora, l’acciaio, necessario per la produzione delle scatole che rappresentano il principale contenitore dei nostri prodotti, il vetro, la carta e le vernici per le etichette, cartone, plastica e legno per gli imballaggi secondari.

Tutto sta registrando aumenti a doppia cifra.

“E’ assolutamente necessario un intervento a tutela delle imprese da questa pericolosa deriva che presenta una evidente componente speculativa, – dichiara Giovanni De Angelis, Direttore Generale di ANICAV – in special modo per quanto riguarda il caro bollette”.

Inoltre, come se non bastasse, si aggiungono a peggiorare un quadro giĂ  pieno di difficoltĂ  i tentativi di speculazione della controparte agricola nel bacino del centro-sud.

“Quello che sta accadendo nel bacino centro-sud ci lascia davvero attoniti. – dichiara Marco Serafini, Presidente di ANICAV - Non si riesce davvero a comprendere perché nel Nord Italia si possa rispettare per il pomodoro tondo il contratto a 108€/ton, malgrado la gravissima siccità che ha colpito quella zona, mentre al sud, nonostante un prezzo medio di riferimento di 130€/ton, si continua imperterriti a chiedere ulteriori aumenti di giorno in giorno! Tutto ciò non è accettabile!”.

2 comments

Mi raccomando, al sud non ci smentiamo mai su come si portano avanti gli affari...
Nel frattempo i pomodori pelati in scatola prodotti in Australia o Cina continuano a costare uguale a quanto costavano 5 anni fa.