La decadenza di una nazione si vede anche dalla letteratura che la sua società riesce a produrre. Noi nell'ultimo secolo di veramente rimarchevole abbiamo prodotto solo Pirandello (Pasolini più che un grande scrittore era un grande narratore che usava tutti gli strumenti compreso quello cinematografico). La Francia nello stesso periodo ha prodotto Céline, Brasillach, Sartre (che detesto) e Camus. La Germania ha prodotto Mann, Grass, Jünger, Böll. La Russia ha prodotto Nabokov, Pasternak, Grossman, Glukhovskij (qualcosa in contrario???). Gli USA hanno prodotto Hemingway, Faulkner, Roth, Steinbeck, Dick. Gibson.... Sostanzialmente siamo il nulla. C'è solo da capire se il ristagno culturale è figlio del ristano economico e politico o viceversa. *Tra gli italiani di questo secolo oltre a Pirandello, bisogna salvare Sciascia, Gadda e l'innominabile Malaparte (dunque inquanto innominabile io lo nomino). Davvero pochino.
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L'eredità nascosta
E Jago? Un giovane scultore di enorme talento, definito il nuovo Michelangelo
Mmmmmm... conoscenza superficialissima della letteratura italiana del XX secolo. In ordine sparso, mi vengono in mente autentici geni come D'Annunzio, Quasimodo, Ungaretti, Papini, Marinetti, Eduardo (che non può non essere considerato un letterato), Prezzolini... ma ne dimentico altri. Rimandato.
non possiamo dimenticare oltre ai già citati sopra ne Ennio Flaiano, ne Eduardo De Filippo per il teatro, ne Dario Fo e neanche Giorgio Caproni e Vincenzo Cardarelli
Tatacattiva
di americano garba anche John Fante. Italiani , Italo Calvino no? Cinema , Monicelli , Mastroianni, Nino Manfredi , Ennio Morricone , Gian Maria Volonté
Perché un genio come D'Annunzio?? E Montale? E Ungaretti e Quasimodo? E il primo premio Nobel italiano donna, Grazia Deledda? Mah, mi sembra una valutazione un po' limitata e limitante...
Mancherebbero all’appello anche Pavese, Moravia, Bassani, Guareschi, Parise… tra i poeti aggiungerei Zanzotto, Luzi e Bertolucci per citarli assieme ai giganti della lirica italiana del novecento. Che il Novecento letterario italiano sia un prodotto fortemente legato alla sinistra, posso essere d’accordo. Ma definire declinante una nazione sulla scorta di una valutazione molto limitata e pregiudiziale del panorama letterario mi pare ingiusto.